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Quando finiscono le restrizioni e cosa ne sarà del green pass

Scuole, discoteche, mascherine e obbligo vaccinale: le tappe che ci porteranno fuori dall'emergenza

Sarà un percorso "a tappe" quello che ci porterà fuori dalla quarta ondata. La fine delle restrizioni è attesa (comprensibilmente) soprattutto da chi non si è vaccinato dal momento che molti dei provvedimenti varati dal governo hanno messo nel mirino proprio chi non è in possesso di un green pass rafforzato, il certificato che si ottiene con la vaccinazione o la negativizzazione dal virus.

Le misure di contenimento sono state invece molto più blande per chi si è immunizzato: in sostanza su questo fronte il governo ha previsto "solo" la chiusura delle discoteche, l'obbligo di mascherina all'aperto (e di Ffp2 in determinati luoghi e circostanze), nonché il taglio della capienza per stadi e palazzetti. Quando saranno allentate (o rimosse) queste misure? Proviamo a procedere per punti. Iniziando col dire che in realtà, almeno nel breve periodo, le notizie per i no vax non saranno tutte "positive" (almeno ragionando dal loro punto di vista).  

Le ultime misure previste dal governo

  • Green pass illimitato

L'ultimo decreto del governo estende senza vincoli di tempo la durata del green pass per chi ha fatto la terza dose o ha ha preso l'infezione dopo la somministrazione delle prime due. La pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale dovrebbe essere questione di ore. La nuova misura entrerà in vigore dal giorno successivo (la data più probabile è quella di lunedì 7 febbraio).

  • Cosa cambia per la scuola

Il Cdm ha dato il via libera alle nuove norme che prevedono:  

- per i nidi e le materne - quindi da 0 a 6 anni- la permanenza in classe dunque in presenza, fino al quinto caso di positività, scatta la dad dal quinto in su.

- per la primaria, al quinto caso in su gli studenti vaccinati restano in classe, mentre vanno a casa quelli che non lo sono e che dovranno usufruire della DaD.

- Nella scuola secondaria - dai 12 anni in poi- le maglie si stringono alla luce del maggior numeri di vaccinati: basteranno infatti due casi in classe per far scattare la DaD

  • Niente lockdown per chi è vaccinato. 

Per le persone con super green pass non esisteranno più le restrizioni previste dalla zona rossa

10 febbraio: via le mascherine all'aperto, riaprono le discoteche

Dopo la mini-proroga decisa dal governo, salvo eventuali sorprese, a partire dal 10 febbraio dovrebbero riaprire le sale da ballo e non ci sarà più l'obbligo di indossare la mascherine all'aperto. 

15 febbraio: nuova stretta per gli over 50 non vaccinati

Da martedì 15 febbraio scatta invece l'obbligo di green pass rafforzato sul luogo di lavoro per chi ha più di 50 anni. Per recarsi sul posto di lavoro dunque sarà necessario essere vaccinati o aver contratto il virus da meno di sei mesi. 

31 marzo: scade lo stato di emergenza

Siamo ancora nel campo delle ipotesi, ma tutte le dichiarazioni di ministri e sottosegretari vanno nella stessa direzione: dopo due anni, lo stato di emergenza non sarà più prorogato. Insieme allo stato di emergenza dovrebbe cadere anche l'obbligo di Ffp2 sui mezzi pubblici, al cinema, nei teatri, nelle sale da concerto e agli eventi sportivi. Stando alle indiscrezioni si va anche verso lo stop alle limitazioni per chi è positivo al Sars-Cov-2 ma è asintomatico. 

15 giugno 2022: fine dell'obbligo vaccinale e del green pass al lavoro

Il 15 giugno scade anche l'obbligo di green pass rafforzato per tutti i lavoratori del settore pubblico e privato, a partire dai 50 anni di età, così come l'obbligo vaccinale per gli over 50. Tutto, ovviamente, a meno di ripensamenti del governo. 

Le misure che restano in vigore (per ora)

Resta per ora in vigore la misura che prevede la capienza degli stadi al 50% e quella dei palazzetti al 35%. Anche in questo caso si parla di un possibile allentamento delle regole, ma non è chiaro da quando. 

Infine, last but not least, non è chiaro quando verrà mandato in pensione il green pass. Su questo fronte per i non vaccinati le avvisaglie non sono buone. La Commissione europea ha infatti proposto l'estensione certificato dal 30 giugno di quest'anno allo stesso giorno del 2023. Ovviamente nulla vieta al governo italiano di agire in un altro modo. Non è un'utopia comunque pensare ad un allentamento delle misure anche in questo senso, specie se con l'arrivo della primavera la situazione epidemiologica dovesse migliorare sensibilmente. 

Fonte: Today.it

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