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Lunedì, 23 Maggio 2022
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Mascherine, nessun addio "totale" dal 1º maggio: dove saranno ancora obbligatorie

Per varie attività è altamente probabile che l'obbligo permarrà, potrebbero bastare le chirurgiche. La decisione ufficiale di Speranza e Draghi subito dopo Pasqua: le ipotesi

Mascherine al chiuso, che cosa cambia dal 1º maggio 2022? Siamo ancora alle ipotesi, la quadra sarà trovata da Speranza e Draghi (non più da Cts, che da inizio aprile non esiste più) dopo Pasqua, intorno al 20 aprile. L'addio totale non è scontato. Ecco tutte le ipotesi.

Mascherine ancora obbligatorie dal 1º maggio 2022?

Al momento, al chiuso, le mascherine sono obbligatorie ovunque fino al 30 aprile. Fino al weekend della Festa dei lavoratori restano sempre obbligatorie le Ffp2 (non chirurgiche o stoffa, dunque) nei luoghi più a rischio: vanno indossate in aereo, nave, treno (non nei regionali, dove bastano quelle chirurgiche o altre), autobus, metro, pullman, funivie, cabinovie e seggiovie coperte. A scuola, nei bar e nei ristoranti basta la mascherina chirurgica. Sul luogo di lavoro serve la mascherina solo se non si può rispettare il metro di distanza dai colleghi. Niente mascherine per i bambini fino a sei anni, i fragili, gli accompagnatori dei disabili. Niente mascherina quando si balla in discoteca o quando si fa sport.

E' possibile che dal 1º maggio non saranno più obbligatorie in molti luoghi al chiuso, difficilmente in tutti però. Molti esperti consigliano di continuare a indossare chirurgiche e Ffp2 al chiuso, anche perché il virus circolerà a ondate probabilmente per anni e anni. Per oggi è in programma un tavolo tra ministri del Lavoro e della Salute e le parti sociali per discutere dei lavoratori. Probabilmente chi svolge la propria attività in esercizi aperti al pubblico dovrà indossare la mascherina anche dopo il 30 aprile. Ad esempio, cassieri dei supermercati, commessi e anche per chi è impiegato in uffici pubblici dove si danno servizi ai cittadini. Non è chiaro se l'obbligo sarà esteso anche ai clienti di tali servizi e attività.

Ci sono anche altri ambiti dove è altamente probabile che l'obbligo di mascherine permarrà: mezzi di trasporto pubblici, cinema, teatri, concerti. Potrebbe però bastare la mascherina chirurgica, e non più la Ffp2. Altrove ci saranno magari semplici raccomandazioni, soprattutto dove al chiuso si rischiano assembramenti. Nei luoghi di lavoro privati, deciderà il datore di lavoro.

Le mascherine sono l'ultima vera restrizione

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa spinge per abbandonare il più possibile l'ultima vera restrizione anti-Covid: "Ritengo ragionevole pensare che il 1° maggio le mascherine non saranno più obbligatorie neppure al chiuso, ma piuttosto raccomandate. Anche questo rappresenta una tappa del percorso di ritorno alla normalità. Del resto i nostri concittadini hanno già dimostrato una coscienza di autoprotezione, spesso indossano la mascherina all’esterno pur essendo da mesi venuto meno l’obbligo. Ad oggi sussistono le condizioni per raggiungere questo obiettivo. Non escludo, comunque, si possa valutare l’ipotesi di mantenerle al chiuso in situazioni particolari: penso, ad esempio, ai treni, alla metropolitana, agli aerei".

L'epidemiologo Paolo Pandolfi, direttore del dipartimento di Sanità pubblica dell’Ausl di Bologna, intervistato da Repubblica dice: "Io la metterò lo stesso. Anche se mi sentirò un extraterrestre". Soprattutto al chiuso, "perché con la Ffp2 il rischio di contagio si abbatte di oltre la metà". E poi "ha una doppia funzione: serve a se stessi e agli altri; ci sono contesti dove terrei l’obbligo come forma di rispetto per le persone più fragili: penso a ospedali, case di riposo, residenze per anziani o disabili. Quel mondo è molto esposto, va tenuto in considerazione". Facile invece pensare che, senza obbligo, molti altri decideranno di farne a meno.

Mascherine obbligatorie a scuola a maggio e giugno?

"Mi rendo conto del fatto che ci sono dei numeri in risalita" dei contagi Covid in Italia, "quindi una certa attenzione credo sia necessaria e doverosa: preferiremmo tutti tenere" le mascherine in classe "un mese e mezzo in più" e arrivare quindi al termine dell'anno scolastico a metà giugno, "che non poi sopportare conseguenze peggiori dopo". Lo dice all'agenzia Askanews il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli. Sulla decisione di togliere le mascherine al chiuso, e nel caso anche a scuola, per Giannelli comunque "l'ultima parola spetta ai sanitari: non è che si tengono o si dismettono per moda. Se c'è effettivamente una utilità collegata a una necessità, che è quella di impedire che il contagio possa di nuovo divampare, allora si deve sicuramente continuare a tenerle; altrimenti, se questo non è, indubbiamente sarebbe preferibile stare senza", ha concluso.

Fonte: Today.it

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