Domenica, 19 Settembre 2021
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Produzione vaccini a Catania, i sindacati rilanciano l'appello del sindaco Pogliese

Cgil-Cisl-Uil: "Ci aspettiamo anche dal presidente della Regione e dai parlamentari etnei una netta presa di posizione su questa richiesta, affinché Pfizer utilizzi il proprio stabilimento locale

“È certamente significativo che il sindaco di Catania e della Città Metropolitana, Salvo Pogliese, abbia deciso di sostenere l’appello di Cgil-Cisl-Uil perché Pfizer utilizzi il proprio stabilimento locale per produrre i vaccini antiCovid. Si può fare, si deve fare, con buona pace per chi sostiene il contrario. Adesso, ci aspettiamo anche dal presidente della Regione e dai parlamentari etnei una netta presa di posizione su questa richiesta che nasce dall’orgoglio e dalla voglia di futuro dei catanesi”. Lo affermano i segretari generali di Cgil-Cisl-Uil Catania e delle organizzazioni di categoria Filctem-Femca-Uiltec commentando la nota del sindaco Salvo Pogliese che ha risposto alla lettera aperta inviata dalle organizzazioni sindacali anche al presidente del Consiglio Mario Draghi, al ministro dello Sviluppo Economico Giancarlo Giorgetti, al commissario per l'emergenza Covid Francesco Paolo Figliuolo, al presidente della Regione Sicilia, oltre ai vertici di Farmindustria, dell’Aifa e della multinazionale del farmaco Pfizer. “Pogliese ha opportunamente ricordato – scrivono Giacomo Rota, Maurizio Attanasio, Enza Meli, Jerry Magno, Giuseppe Coco e Alfio Avellino – come Cgil-Cisl-Uil assieme a Filctem-Femca-Uiltec abbiano rilanciato l’opportunità di sfruttare le potenzialità del sito etneo che avrebbe anche le professionalità necessarie per imprimere una svolta nella lotta al virus. Noi da tempo sollecitiamo che Pfizer guardi con rinnovato interesse al proprio stabilimento catanese, mentre qualcuno prospetta inaccettabili e incomprensibili ipotesi di ridimensionamento. Ribadiamo che lo stabilimento catanese della multinazionale possa diventare capofila di una FarmaValley etnea con un programma di investimenti sostenuto dalle istituzioni politiche nella consapevolezza della centralità strategica di questo sito nell’area mediterranea. Fa piacere che Pogliese, a questo proposito, si sia dichiarato pronto a offrire ai vertici della Pfizer ogni supporto istituzionale necessario per realizzare in tempi brevissimi un polo per lo sviluppo e la fabbricazione di vaccini nel capoluogo etneo. Altrettanto ci aspettiamo adesso dagli altri rappresentanti di questo territorio alla Regione e nelle istituzioni politiche statali”.

Nella lettera aperta diffusa sei giorni fa, Cgil-Cisl-Uil con Filctem-Femca-Uiltec avevano citato il “modello EtnaValley” e lanciato l’idea di una “FarmaValley che possa nascere dalla sinergia tra Università, Ricerca, Industria, Istituzioni politiche e Parti sociali”. “Le risorse ci sono – hanno concluso Rota, Attanasio, Meli, Magno, Coco e Avellino – e non è consentito restare alla finestra, magari per vederle evaporare. Il Recovery Plan italiano o Piano nazionale di Ripresa e Resilienza-PNRS consegnato dal governo Conte, da cui inevitabilmente ripartirà il nuovo Esecutivo, prevede tra l’altro una misura di sostegno alla creazione di venti Campioni territoriali che dovranno puntare anche allo sviluppo di nuovi materiali e dispositivi per tecnologie della salute mediante forme di partenariato pubblico-privato. Vale la pena, infine, ricordare come il PNRS abbia concepito pure la nascita di 7 poli nazionali hi-tech, fra cui il Centro di Alta Tecnologia per il Biofarma, con la destinazione di circa la metà degli investimenti al Sud. Nel Piano si indica sin d’ora che il Centro Fintech avrà sede a Milano, il Centro per l’Intelligenza artificiale a Torino e quello Agri-Tech a Napoli. Non lasciamo che Catania e la Sicilia restino ai margini: possibilità, non elemosine, sollecitiamo da sempre!”

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