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Venerdì, 21 Gennaio 2022
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Vaccino Covid ai bambini tra 5 e 11 anni: quando si partirà in tutte le Regioni

Tra le priorità, indicate dal Dasoe, "deve essere individuata la prevenzione delle infezioni tra i bambini di età inferiore a 12 anni, per i quali la vaccinazione non è ancora disponibile". Solo con il via libera dell'Aifa le somministrazioni partiranno anche in Italia. Probabilmente accadrà a dicembre

Solo con il via libera dell'Aifa le somministrazioni partiranno anche in Italia. Probabilmente accadrà a dicembre, non c'è una data al momento. L'incidenza più alta, come età, si registra infatti nella fascia 6-10 anni (281 casi) e 11-13 anni (157). Da qui tra le priorità, indicate dal Dasoe, qualle di individuare "la prevenzione delle infezioni tra i bambini di età inferiore a 12 anni, per i quali la vaccinazione non è ancora disponibile".

Bollettino settimanale Dasoe

Nel corso della scorsa settimana, tra l'8 e il 14 novembre, l'incidenza dei nuovi casi di Covid19 conferma la tendenza all'incremento già evidenziata nell'ultimo periodo con 439 nuovi positivi in più rispetto alla settimana precedente, raggiungendo il valore di 71,08 su 100.000 abitanti. E' quanto si legge nel bollettino settimanale del Dasoe della Regione Siciliana. Il rischio più elevato rispetto alla media regionale, per nuovi casi su popolazione residente, si è registrato nelle province di Messina (106,7 nuovi casi su 100.000 abitanti), Catania (105) e Siracusa (87,2).

L'incidenza più alta, come età, si registra nella fascia 6-10 anni (281 casi) e 11-13 anni (157). Nonostante il rialzo dei nuovi casi si mantiene limitato l'incremento di nuove ospedalizzazioni (177) con prevalenza di occupazione dei posti letto ancora contenuta. L'ospedalizzazione interessa prevalentemente (87%) soggetti non vaccinati o con ciclo di vaccinazione incompleto. Resta stabile la mortalità. Nella settimana di riferimento 10-17 novembre, i vaccinati con almeno una dose si attestano all'81,65% del target regionale, gli immunizzati al 79,03%, mentre le persone che hanno ricevuto una dose addizionale o booster, sono 159.940. Il 18,35% del target rimane ancora da vaccinare. Negli ultimi sette giorni si registra una lieve flessione delle prime dosi somministrate (- 4,61%).

"Nell'attuale fase epidemica - sottolinea il Dipartimento per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico - risulta cruciale impegnarsi per rimuovere quanto prima ogni possibile impedimento, mettendo rapidamente in atto la chiamata attiva di tutti coloro i quali non hanno ancora aderito. In tal senso - aggiunge il Dasoe - le Asp sono tenute a giocare un ruolo importante nel promuovere adeguate sinergie sul territorio. Occorre accelerare al massimo la somministrazione della dose booster nei soggetti vaccinati da piu' di 6 mesi, a partire dalle persone anziane, dai vulnerabili e da quelli maggiormente esposti al rischio di infezione".

Tra le priorità, indicate dal Dasoe, "deve essere individuata la prevenzione delle infezioni tra i bambini di età inferiore a 12 anni, per i quali la vaccinazione non e' ancora disponibile".

Vaccino ai bambini

Fra i bambini di età compresa fra i 5 e gli 11 anni, l'efficacia del vaccino "si è rivelata del 90,7% nel prevenire la malattia sintomatica, non si sono visti effetti avversi di rilievo". E' quanto afferma Giorgio Paluù, virologo del Comitato tecnico scientifico e presidente del consiglio di amministrazione dell'agenzia italiana del farmaco Aifa, intervistato dal Corriere della Sera. Il Covid 19, sottolinea, è "diventata una malattia pediatrica, tra le prime cause di morte a questa età. Mentre nessuna giovane vita è stata interrotta a causa del vaccino anti Covid". Palù spiega che "i problemi di miocardite, l'infiammazione al cuore che si è manifestata in ragazzi più grandi, in questa fascia d'età sono stati rarissimi e mai seri. Mentre invece è maggiore il rischio di prendere il Covid e sviluppare una sindrome infiammatoria, la Mis-C, che è grave e colpisce molti organi". Il virologo sottolinea anche che "il vantaggio indiretto è sanitario e sociale. La circolazione del virus si riduce e i bambini non perdono la libertà. Accettare la vaccinazione dei figli significa assicurargli benessere in senso generale, non costringerli a cambiare vita". Quindi, tornando sui rischi di non fare la profilassi, aggiunge: "Inoltre c'è il fenomeno del long Covid, delle conseguenze che subentrano anche dopo alcuni mesi dalla guarigione. Lo abbiamo visto negli adulti. Dolori muscolari, mal di testa, insonnia, difficolta' di respirazione, problemi gastrointenstinali, nausea, vertigini. Il mio bambino non lo esporrei a questa prospettiva".

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