Mercoledì, 28 Luglio 2021
Alimentazione

Riso in tavola? Attenzione a come conservarlo

Quando avanza del riso bisogna necessariamente osservare determinate regole per evitare che possa creare dei problemi alla nostra salute

Alzi la mano chi non sbaglia quasi sempre la quantità di riso da cucinare e non se ne ritrova un po' in eccesso.

Ebbene, in questi casi bisogna fare molta attenzione alla sua conservazione se non si vuole incorrere in instossicazioni alimentari.

Il riso crudo contiene infatti il batterio Bacillus cereus, che sopravvive alle alte temperature e che resiste nei chicchi anche dopo la cottura. 

Nel momento in cui il riso viene lasciato a temperatura ambiente c'è il serio rischio che questi microrganismi possano moltiplicarsi, rilasciando tossine. 

In questo modo conservare male del riso può comportare vomito, diarrea. Questi sintomi possono presentarsi da un'ora a cinque ore dopo la consumazione.

Da quanto sopra ne deriva che:

- il riso non va mai tenuto fuori dal frigo per più di 60 minuti

- una volta cotto, deve essere lasciato raffreddare e quando sarà della giusta temperatura potrà essere trasferito in un contenitore

- il riso non va mai riscaldato per più di una volta

- la chiusura deve essere ermetica e non deve mettere il riso a contatto con altri cibi

- la temperatura di conservazione in frigo non deve essere mai superiore ai 4 gradi e non va mai conservato oltre la settimana

- se si conserva in congelatore la temperatura ideale è -15 e può essere conservato anche per sei mesi

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