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Martedì, 24 Maggio 2022
Cura della persona

Cura dei capelli - Verità e falsi miti

Stress, tinture per capelli o cosmesi improprie: il Prof. Leonardo Celleno, presidente AIDECO, spiega i pro e i contro per mantenere in salute i capelli

Falsi miti e tabù sono presenti anche per quanto riguarda i capelli. A cercare di fare chiarezza su questa parte del nostro corpo (il capello rappresenta un organulo completo perfettamente integrato nella cute dove alberga e dove subisce le influenze metaboliche ed ormonali dell'interno organismo) è intervenuto il Prof. Leonardo Celleno, dermatologo e presidente AIDECO (Associazione Italiana Dermatologia e Cosmetologia).

Lavarsi spesso i capelli - Non è assolutamente vero che fare spesso lo shampoo danneggia i capelli e li fa cadere. I captelli che si perdono sono comunque prossimi alla caduta e cadrebbero comunque nei giorni successivi in maniera meno evidente. Per questo motivo è necessario abituarsi ad una frequenza costante di lavaggio per vedere che col passare del tempo non ci sarà più questa caduta così evidente. Il lavaggio frequente resta il modo migliore per trattare il cuoio capelluto. Ogni 72 ore il re-ingrassamento dei capelli raggiunge il suo massimo, ragione per la quale è preferibile fare almeno uno shampoo dopo questo lasso di tempo.

Stress, cosmesi improprie, diete sbagliate - Una cosmesi o una acconciatura impropria (styling realizzato ad alte temperature, decolorazioni troppo aggressive e tanti altri trattamenti estetici) possono produrre conseguenze gravi come alopecie, calvizie, alopecie disfunzionali. A provocare la caduta dei capelli o perlomeno uno stress eccessivo possono anche essere eventi stressanti, diete esagerate (che ledono il ciclo di vita del capello), una igiene mal condotta, una contaminazione ambientale eccessiva per lo smog che si deposita sui capelli, una insolazione eccessiva.

Tingersi i capelli - Tutti gli studi effettuati fino ad oggi hanno evidenziato come gli ingredienti che vengono utilizzati per le tinture sono sicuri e quindi c'è un ragionevole margine di sicurezza sul loro utilizzo. Eventuali reazioni allergiche che ne derivano non sono quindi collegate all'attività mutagena o cancerogena degli ingredienti.

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