Sabato, 19 Giugno 2021
Salute

Bambini ed allergie: i perchè di un fenomeno quasi 'epidemico'

Tra i bambini è molto alta la percentuale di allergici: ha praticamente superato il 40%. Ecco alcune spiegazioni del dilagare di questo fenomeno e quelle che sono le soluzioni che sta cercando di adottare e trovare la medicina

In Italia negli ultimi anni sta aumentando in maniera esponenziale il numero di bambini allergici, che è arrivato al 40%.

Il Dott. Gianluigi Marseglia, direttore della Clinica Pediatrica dell’Università di Pavia e Presidente della Società Italiana di Allergologia e Immunologia Pediatrica, ha spiegato perchè questo sta accadendo e come affrontare questo tipo di problema quando si presenta.

Bambini ed allergie e perchè così tanti casi

"Nei bambini i sintomi delle allergie si manifestano in primi sulla pelle: è classica nei piccoli la presenza di dermatite atopica. Col passare degli anni invece si passa a manifestazioni più evidenti come l'asma o la rinite allergica.

Le allergie vengono causate da una estrema sensibilità del sistema immunitario a sostanze dell'ambiente che normalmente dovrebbero essere innocue ed invece comportano per tutta la vita la presenza di sintomatologia e manifestazioni delle quali non si può prevedere l'espressività clinica.

I fattori sono diversi: predisposizione genetica legata all'ambiente. Ossia se il contatto con sostanze che favoriscono l'allergia è elevato, il rischio aumenta. Se invece si vive in un ambiente dove questo contatto con sostanze estranee è più scarso, allora ci sarà un minore rischio.

Per sostanze estranee si intendono sia gli allergenti ma anche l'inquinamento ambientale. C'è quindi un nesso molto stretto tra genetica ed ambiente e secondo il professore ci si trova di fronte ad una situazione di emergenza che può essere equiparata all'emergenza che si ha per esempio per l'obesità o per la sindrome metabolica".

Il caso Germania

"L'esempio del nesso tra genetica ed ambiente è rappresentato dal caso della Germania dell'Est e dell'Ovest. Prima della caduta del muro di Berlino le due popolazioni, che avevano la stessa genetica ma uno diverso stile di vita, si caratterizzavano in maniera differente: pochi allergici all'Est, molti ad Ovest.

Ad Est però a causa dell'utilizzo di carbone per riscaldarsi c'erano molti casi di bronchite cronica. Con la caduta del muro gli abitanti dell'Est si sono occidentalizzati e la percentuale di allergici in poco tempo è diventata praticamente la stessa".

Progetti futuri per risolvere il problema

"L'obiettivo attuale della medicina è quello di capire come l'ambiente sta riuscendo a modificare la predisposizione genetica. Si vuole arrivare alla creazione di farmaci intelligenti che siano in grado di centrare con precisione il meccanismo che sta alla base della reazione allergica. 

Esistono per esempio già anticorpi monoclonali intelligenti che curano nei bambini forme gravi di asma o dermatite atopica. 

Esiste anche un secondo filo di ricerca che ha come obiettivo quello di individuare in maniera preventiva i soggetti che hanno potenziale rischio di sviluppare forme importanti di allergie.

In tempi di Covid-19, per ovviare al problema della distanza, si stanno utilizzando sistemi di telemedicina. I vantaggi sono innumerevoli: i genitori non devono spostarsi e perdere giorni di lavoro per far visitare il bambino; coi controlli a distanza c'è un monitoraggio molto più continuo. 

Nel prossimo futuro l'obiettivo è quello di effettuare delle valutazioni su larghissima scala grazie all'utilizzo dell'intelligenza artificiale con i big data. In questo modo sarà posssibile migliorare la gestgione diagnostica e terapeutica dei pazienti".

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