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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Salute

Sindrome sgombroide - Cosa è, cause e sintomi

Alcuni pesci non ben conservati a vari cibi possono presentare un contenuto di istamina molto elevato che dà luogo a una serie di sintomi molto spiacevoli

Quando parliamo di sindrome sgombroide ci riferiamo ad una intossicazione da alimenti legata al consumo di tonno, sardine, acciughe, aringhe e sgombri. La causa è da rilevarsi negli elevati livelli di istamina presenti in questo tipo di pesce.

L'istamina si trova all'interno del pesce quando viene pescato ma si può anche formare successivamente all'interno della carne del pesce attraverso una reazione chiamata 'decarbossilazione dell'amminoacido istidina'.  La reazione è dovuta alla presenza di un enzima che si trova in alcuni batteri che possono essere presenti nell'intestino o nella pelle del pesce (si arriva a questo processo quando il pesce viene mantenuto per troppo tempo ad una temperatura superiore ai 16 gradi).

I sintomi - Le reazioni possono essere diverse da persona a persona e correlati all'assunzione del cibo. Ma possono presentarsi anche a distanza di ore dall'ingestione del prodotto. Nella maggior parte dei casi non si hanno conseguenze gravi, ma il malessere dura per circa 6-8 ore in maniera fastidiosa per poi lasciare qualche piccolo strascico nei giorni immediatamente successivi.

Si possono avere macchie della pelle localizzate sul viso e collo (con quadri che ricordano quelli dell'orticaria con congiuntiva che si arrossa e prurito). In altri casi si può avere mal di pancia, nausea, diarrea, mal di testa con formicolio e disturbo della vista. 

Fondamentale per evitare questo tipo di problema è mantenere costantemente il pesce a temperatura bassa (l'istamina è termostabile, ragione per la quale nè la cattura nè la sterilizzazione decontaminano il pesce). Ancora più fondamentale quindi effettuare l'abbattimento del pesce subito dopo la pesca per poter evitare la formazione delle tossine. 

Anche se poco frequente, c'è da considerare la possibilità che si possa sviluppare una vera e propria intolleranza all'istamina. Il consumo di cibi ricchi di istamina, di alcol, di farmaci che provocano il rilascio di istamina possono causare quindi diarrea, mal di testa, congestione nasale, asma, prurito, arrossamenti, ipotensione e aritmia.

Si ritiene che circa l’1% della popolazione possa soffrire di intolleranza all’istamina e la maggior parte di questi soggetti è tipicamente di mezza età.

Altri alimenti che contengono istamina 

- Formaggi come Emmenthal, Cheddar, Camembert e Parmigiano
- Carni conservate come salame e salsiccie
- Vegetali come pomodori, melanzane e crauti
- Vini, bianco, rosso e champagne
 

Altri cibi che favoriscono il rilascio di istamina e che possono portare all'intolleranza

- Agrumi
- Papaia
- Fragole
- Ananas
- Noci e noccioline
- Pomodori
- Spinaci
- Cioccolata
- Pesci e crostacei
- Maiale
- Albume d’uovo
- Liquirizia
- Spezie
- Additivi

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