Smart working: meno stress ed inquinamento e maggiore risparmio energetico

Tantissimi i vantaggi, sia a livello personale che aziendale, per coloro che hanno deciso di aderire allo 'smart working' o al telelavoro

La Legge n.81 del 22 maggio 2017 ha finalmente regolato la materia del lavoro da remoto o smart working, modello organizzativo che ha diversi obiettivi:
- aumento della produttività
- raggiungimento degli obiettivi
- miglioramento della qualità della vita del lavoratore
- riduzione dell'inquinamento
- maggiore risparmio energetico
- riduzione dell’assenteismo e riduzione dei costi per gli spazi fisici. 
- riduzione dei livelli di anidride carbonica (214 milioni di tonnellate l’anno di CO2 in meno entro il 2030).
- minore necessità di effettuare smaltimento rifiuti

La normativa definisce lo Smart Working (accordo tra lavoratore e organizzazione all’interno del rapporto di lavoro subordinato) in tutti suoi aspetti: diritti dello smart worker e controllo da parte del datore di lavoro, strumenti tecnologici e modalità con cui viene eseguita l'attività da remoto.

L’ultima novità di questa formula riguarda la riduzione della settimana lavorativa a 4 giorni, la 4-day work week. Lo smart worker non guadagna meno di un lavoratore che si reca in ufficio. Sebbene ci siano dei benefici relativi alla vita personale, chi lavora con lo smart working non fa meno di chi va in ufficio e inoltre permette all’azienda di risparmiare nei costi relativi alla sede e agli uffici.

Differenza tra smart working e telelavoro

Nello Smart Working luoghi e orari di lavoro sono scelti dal lavoratore. Le regole del Telelavoro sono invece abbastanza rigide: orari, luoghi e strumenti tecnologici sono predeterminati e rispecchiano lo stesso assetto organizzativo utilizzato nel luogo di lavoro.

Per lavoro flessibile, tuttavia, non si deve intendere soltanto il lavoro da casa, ma anche la possibilità di lavorare da un qualunque posto. Il tutto grazie all’avanzamento tecnologico che ci ha permesso di essere sempre connessi anche a distanza e di poter condividere dati. Occorre però che venga predisposta una normativa ad hoc per evitare che il lavoratore si possa trovare nella scomoda situazione di dover e poter essere disponibile 24 ore su 24. 

Smart working in Europa 

- Svezia - 51% dei lavoratori

- Repubblica Ceca - 48% dei lavoratori

- Slovacchia e Norvegia - 40% dei lavoratori

- Germania - 34% dei lavoratori

- Austria - 32% dei lavoratori

- Inghilterra - 24% dei lavoratori

- Italia - 12,6% dei lavoratori, ossia 408.000 (dati al dicembre del 2018)

Smart working - Legge di bilancio 2019

Nelle aziende si avvalgono dello smart working dovrà essere data precedenza alle domande delle mamme nei tre anni che seguono il congedo di maternità o dei genitori, sia madri che padri, di figli con disabilità. Dovrebbe inoltre essere istituito un fondo di 100 milioni annui per conciliare famiglia e lavoro e sostenere le politiche destinate alle famiglie. Previste, in generale, delle nuove regole, da integrare nelle policy aziendali e negli accordi collettivi.

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