C'era na vota 'n re

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La bambina dei libri

Affondo occhi e narici in un uno degli ultimi titoli editi dalla casa editrice romana Lapis, La bambina dei libri, e basta un attimo perché questa bimba di parole e carta mi prenda per mano

"L'universo è fatto di storie, non di atomi" scriveva Muriel Rukeyser e ogni individuo, piccolissimo e infinito universo è composto esso stesso di infinite storie: quelle vissute, quelle ascoltate, quelle inventate, quelle lette, quelle amate, quelle odiate.

L'estate è la stagione più felice per i libri, anche i lettori meno avvezzi, quelli che durante l'anno rifuggono dall'incontro con i libri, seduti su un terrazzo, all'ombra di un noce, con la sabbia tra i piedi o lasciandosi accarezzare dall'erba di montagna riscoprono il piacere di un tuffo tra le onde di carta. Un tempo sospeso, quello estivo, di vuoto, da riempire con tutto fuorché con utilissime attività, finalmente autorizzati ad abbandonare ogni principio di efficienza.

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Affondo occhi e narici in un uno degli ultimi titoli editi dalla casa editrice romana Lapis, La bambina dei libri, e basta un attimo perché questa bimba di parole e carta mi prenda per mano a ricordarmi quanto poco serva per entrare in mondi sconosciuti se solo vorremo varcare la copertina del libro che abbiamo scelto (o che ci ha scelto). Una piccola storia quella raccontata da Oliver Jeffers e Sam Winston, piccola ma profondissima, come il mare di storie su cui galleggia la zattera della piccola bambina blu, metafora di quello stupore che tutti, ma proprio tutto possiamo sperimentare se solo sapremo sospendere la nostra incredulità e abbandonarci alla meraviglia della scoperta. Giriamo le pagine e con lei scivoliamo veloci su oceani di parole, dimenticando chi siamo e il luogo in cui viviamo, scalando montagne immaginarie, scoprendo tesori nascosti nell'oscurità, smarrendoci in foreste di fiabe, sfuggendo ai mostri dei castelli incantati per addormentarci placidi sui canti delle nuvole...Pochissimo colore accompagna le prime pagine, quasi grigie, meste, ma basterà saper attendere perché il fulgore cromatico esploda in tutta la sua bellezza a insegnarci che leggere è sorpresa, se sapremo attendere e lasciare che le storie accadano. Lasciamo che un libro ci scelga, abbandoniamoci al piacere di un'evasione solitaria, dimentichiamo il nostro nome e se i nostri figli saranno lì a guardarci avremo gettato un sasso nelle loro piccole coscienze certi che quelle onde si propagheranno molto lontano.

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C'era na vota 'n re

Mi ricordo che la nonna Maria aveva capelli bianchissimi, occhi parlanti e una danza di parole sulle labbra...l'amore per le storie nasce dalla relazione, dall'incontro tra adulto e bambino e allora raccontate, leggete ai vostri bambini! Questo spazio è per voi, leggerete di letteratura per l'infanzia, lettura ad alta voce, promozione del libro, illustrazione, a metà strada tra riflessioni e suggerimenti

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