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A cura di Daria Raiti

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Stelle confermate, nella 67esima edizione della "Guida Michelin", per i ristoranti "Sapio", "Coria", "Zash", "Shalai"

Un momento tanto atteso perchè, dopo il duro lockdown imposto dall'emergenza sanitaria che ha colpito principalmente la ristorazione italiana, l'uscita della guida Michelin rappresenta un traguardo importante per quei ristoranti che sono indicati come mete del turismo del gusto

Stelle confermate, nella 67esima edizione della "Guida Michelin", per quattro ristoranti catanesi: Sapio di Catania, Coria di Caltagirone Zash ad Archi e Shalai a Linguaglossa. Un momento tanto atteso perchè, dopo il duro lockdown imposto dall'emergenza sanitaria che ha colpito principalmente la ristorazione italiana, l'uscita della guida Michelin rappresenta un traguardo importante per quei ristoranti che sono indicati come mete del turismo del gusto.

Ecco che "una cucina ottima, meritevole di una tappa del viaggio" caratterizza le 329 insegne designate con "una stella", "una cucina eccellente per la quale è consigliata fare una deviazione nel proprio itinerario" per i 38 ristoranti con "due stelle", e "una cucina che vale un viaggio ad hoc" per le 11 "tre stelle": per un totale di 378 ristoranti stellati in Italia.

Ma veniamo alla provincia etnea. Per Sapio "Una stella Michelin: una cucina di grande qualità. Merita la tappa!". Piatti semplici ma indimenticabili, grazie alla scelta meticolosa delle materie prime rigidamente selezionate. "Emblema dell’imminente svolta generazionale, che vede il sud progredire e i giovani messi nella condizione di esprimersi e trovare più spazio", si legge sulla guida. Sapio è un raffinato ristorante gestito da una giovane coppia. Roberta Cozzetto in sala con la sua elegante cortesia, Alessandro Ingiulla in cucina intento a preparare piatti che conquistano sia la vista che il gusto con interpretazioni moderne e i freschi prodotti di questa splendida isola.

Anche per il ristorante Coria di Caltagirone "Una stella Michelin: una cucina di grande qualità. Merita la tappa!". Nello specifico, si legge: "Nel centro storico di questa singolare città, a 200 metri dalla famosa scalinata di Santa Maria del Monte, il ristorante è dedicato a Giuseppe Coria, appassionato e studioso di gastronomia locale, autore del libro “Profumi di Sicilia”: gli stessi che aromatizzano i piatti di questo indirizzo. In due sale dall'aspetto sobrio e contemporaneo, Domenico Colonnetta e Francesco Patti, chef-titolari, si sono fatti le ossa alla scuola di Ciccio Sultano; ora, camminano con le loro gambe e lo fanno con una sicurezza ed un’originalità fuori dal comune.

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Una stella riconfermata anche per "Zash" ad Archi, grazie al suo chef Giuseppe Raciti. "Per una sosta gourmet e golosa bisogna proprio che quest’indirizzo ve lo annotiate - si legge nella guida - Sussurrano storie di tempi lontani, gli ambienti di questo ristorante ricavato dalla vasca una volta adibita alla fermentazione del vino (ma anche il dehors immerso nella vegetazione mediterranea e le luci soffuse è di grande impatto), mentre le proposte dello chef Giuseppe Raciti - che oltre alle numerose esperienze professionali all’estero, a ventidue anni era già Capo Partita dal maestro Santin - sono improntate a una cucina colorata e creativa con ampio utilizzo di prodotti locali e verdure colte nell’orto di proprietà dell’albergo. Se arrivate con un po’ di anticipo, concedetevi un aperitivo nel bar della bellissima piscina; sarà un piacevole preludio".

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Secondo gli ispettori Michelin, confermata anche la stella per Shalai a Linguaglossa: "Situato a 650 metri di altezza, a venti minuti dalle stazioni sciistiche ed altrettanti dal mare, il ristorante è rinomato per l’ampio utilizzo di materie prime locali tra cui verdure spontanee da suolo vulcanico e carni dalla storica macelleria della famiglia Pennisi: gli attuali proprietari della struttura. Tre i menu proposti: di mare, di terra e il "Fai tu Giovanni" (otto portate), che è la massima espressione della creatività dello chef Santoro. Scelta territoriale anche per quanto riguarda la cantina che racconta l’eccellente vocazione della nuova viticoltura etnea; ciononostante non mancano incursioni di altre regioni o etichette internazionali, nonché importanti marche di champagne. Gioia e benessere: shalai, in dialetto siciliano!".

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