Motus, il professionista risponde

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Definizione agevolata delle pendenze tributarie

A cura dell'Avvocato Stefania Torrisi

In vista della soppressione, dall’1/07/2017, di Equitalia e dell’istituzione dell’Agenzia delle Entrate-riscossione (ove verrà trasferito il personale in servizio di Equitalia senza soluzione di continuità e con la garanzia della posizione giuridica ed economica) per il solo anno 2017 sono state già messe in atto due distinte modalità di definizione agevolata delle pendenze tributarie.

Infatti, con l’art. 6 D.L. n. 193/2016, in combinato disposto alle disposizioni del collegato alla manovra 2017, si è dato il via alla definizione agevolata - non necessariamente omnicomprensiva poiché al contribuente è data la possibilità di selezionare e definire singole cartelle e/o singoli ruoli della stessa cartella - dei ruoli esattoriali affidati alla riscossione dall’anno 2000 al 31/12/2016 (quindi anche ruoli non ancora notificati).

Con il D.L. n. 50/2017, come modificato dalla legge di conversione n. 96/2017, è stata introdotta, altresì, soprattutto per quei contribuenti che non potevano usufruire della definizione agevolata dei ruoli esattoriali di cui all’art. 6 D.L. 193/2016, la possibilità di chiudere a condizioni vantaggiose le controversie tributarie - in qualunque stato e grado di giudizio esse si trovino (purché non ancora conclusesi con una pronuncia definitiva) - introitate con ricorsi notificati entro il 24/04/2017 (data di entrata in vigore del D.L. n. 50/2017) ed in cui risulti parte processuale l’Agenzia delle Entrate

La sanatoria di cui al D.L. n. 193/2016 - che esclude dal suo ambito oggettivo solo l’iva riscossa all’importazione, le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di stato, i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei Conti e da provvedimenti e sentenze penali di condanna, nonché le somme oggetto di rateazioni decadute – ha comportato l’elisione dal quantum debendi delle sanzioni e degli interessi di mora di tutti i tributi e contributi previdenziali ed assistenziali permanendo solo le somme a titolo d’imposta o contributi, gli interessi di dilazione, le spese di notifica e l’aggio di riscossione (ridotto in quanto calcolato nella misura del 6% su somme iscritte a ruolo, interessi di mora, sanzioni e somme aggiuntive e sostituito dagli oneri di riscossione nel 2016) nonché le spese relative ad eventuali procedure esecutive in corso e producendo gli effetti di esdebitazione laddove puntualmente riscontrata mediante pagamenti rateali da effettuare tramite domiciliazione bancaria ovvero bollettini precompilati dall’agente per la riscossione o anche presso gli sportelli territoriali dell’agente per la riscossione.

Inoltre, detta sanatoria è stata resa accessibile a chiunque - purché in regola con eventuali rateizzazioni (che saranno automaticamente revocate per effetto del pagamento della prima o unica rata delle somme dovute ai fini della definizione agevolata) provvedendo al pagamento integrale (comprensivo di sanzioni ed interessi moratori non ripetibili!!!) delle rate in scadenza dall’1/10/2016 al 31/12/2016 - previa compilazione e presentazione, entro il 31/05/2017, del modello di domanda DA1, disponibile on-line, ove andavano specificate: le cartelle (o anche i singoli ruoli all’interno della stessa cartella) da rottamare, l’eventuale pendenza di giudizi aventi ad oggetto i carichi cui si riferisce la dichiarazione con impegno a rinunciarvi nonché il numero di rate richieste  fino ad un massimo di cinque e ciò al fine di adempiere entro il termine ultimo fissato per settembre 2018 e tenendo presente che entro il 2017, rate di luglio, settembre e novembre, dovrà essere corrisposto il 70% dell’importo definito (il restante 30% dovrà essere versato nel 2018, rate di aprile e settembre) e che su tali rate si applicheranno, dall’1/08/2017, ulteriori interessi per dilazione al tasso del 4,5% annuo ex art. 21, comma 1, D.P.R. n. 602/1973. È palese che coloro che godranno di uno sconto maggiore sono i meno virtuosi, coloro che non hanno mai pagato o che hanno debiti risalenti nel tempo o i cui debiti siano costituiti in massima parte da sanzioni.

La presentazione della domanda di definizione agevolata dei ruoli preclude: al concessionario l’avvio o il prosieguo di azioni esecutive (purché non si sia tenuto il primo incanto con esito positivo o non sia stata presentata istanza di assegnazione o emesso un provvedimento di assegnazione) nonché l’iscrizione di fermi o ipoteche; al contribuente il prosieguo di eventuali giudizi pendenti relativi alle somme oggetto di definizione agevolata. Sono, inoltre, sospesi i termini di prescrizione e decadenza per il recupero dei carichi oggetto di definizione agevolata nonché gli obblighi di pagamento derivanti da precedenti rateazioni con rate in scadenza successiva al 31/12/2016.

In ordine alle infrazioni al codice della strada, i cui carichi sono stati trasmessi entro il 15/12/2016, lo sconto si è avuto sui soli interessi moratori per ritardata iscrizione a ruolo ovvero sulle maggiorazioni semestrali per mancato pagamento (sanzioni aggiuntive pari al 10%). Agli enti è stata lasciata la possibilità di deliberare, con apposito regolamento, le modalità di accesso alla rottamazione.

La definizione agevolata ha trovato, altresì, applicazione nelle procedure concorsuali, di composizione negoziale della crisi d’impresa e di sovraindevitamento con applicazione della disciplina dei crediti prededucibili di cui agli artt. 111 e 111-bis del R.D. n. 267/1942 anche per le somme a titolo di aggio (altrimenti qualificate meri crediti chirografari). In tali ipotesi sono stati legittimati a presentare istanza di definizione agevolata: il curatore per le procedure fallimentari e di concordato fallimentare; nel caso di concordato preventivo prima dell’omologazione il debitore espressosi con riserva o - se ammesso il concordato e nominato il Commissario - autorizzato ex art. 167 L.F. ovvero i creditori che promuovano una proposta di concordato concorrente ex artt. 163 e 163 bis L.F.; dopo l’omologazione il Commissario, previa autorizzazione del comitato dei creditori se il concordato consiste nella cessione dei beni, ovvero il debitore se trattasi di concordato in continuità; nei casi di liquidazione coatta amministrativa ed amministrazione straordinaria il Commissario; nel caso di ristrutturazione e risanamento del debito il debitore.

Con i commi 3 ter e 4 bis dell’art. 6 D.L. n. 193/2016, introdotti con la legge di conversione, è stata, altresì, esplicitata l’applicabilità della rottamazione anche agli avvisi di accertamento esecutivi di cui all’art. 29 D.L. n. 78/2010 - relativi ad periodi d’imposta in corso alla data del 31/12/2007 - notificati entro l’1/10/2016 ovvero, in caso di proposizione di istanza di accertamento con adesione (che sospende i termini d’impugnazione per 90 giorni), entro il 2/06/2016. Pertanto, l’agente della riscossione è stato tenuto a comunicare ai debitori, entro il 28/02/2017, la presenza a loro carico di cartelle di pagamento o la presa in carico per la riscossione delle somme da accertamento di cui non era stata effettuata rispettivamente la notifica o l’invio della relativa informativa al 31/12/2016.

L’agente della riscossione dovrà comunicare agli enti interessati, entro il 30/06/2019, l’elenco dei contribuenti che hanno aderito al condono ed i codici tributo con cui è stato eseguito il pagamento ed, entro il 31/12/2019, le comunicazioni d’inesigibilità riferite ai ruoli consegnati nel 2014-2015 (o entro il 31/12 di ogni anno successivo per quelli consegnati fino al 31/12/2013).

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Cosa comporta la decadenza dalla rottamazione? L’acquisizione a titolo d’acconto dei versamenti già effettuati e l’impossibilità per il contribuente di richiedere, seppur in situazione di obiettiva difficoltà, ripartizioni del pagamento in 72 rate e, se il debito è superiore ad € 60.000,00, nessuna dilazione; il contribuente non potrà invocare una remissione in bonis neppure in ipotesi di comprovata e grave difficoltà legata alla congiuntura economica. La normativa in questione, diversamente da quella relativa alla definizione agevolata delle liti pendenti, non fa alcun richiamo dell’art. 8 D.Lgs. n. 218/1997 sicché la decadenza non è esclusa né nelle ipotesi di “lieve inadempimento” - ovverossia insufficiente versamento della rata per una frazione non superiore al 3% e, in ogni caso, ad € 10.000,00 – né in quelle di tardivo versamento della prima rata non superiore a 7 giorni.

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