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A cura di Fabio Rao

On the road Militello in Val di Catania

Il Barocco di Militello Val di Catania: una “perla” di pietra incastonata fra i monti Iblei

Uno scrigno “nascosto” e suggestivo fra i monti Iblei, col suo patrimonio monumentale a circa 400 metri sul livello del mare. “Il nostro patrimonio artistico-monumentale è ricchissimo, tanto che il nostro comune è denominato la 'Firenze degli Iblei'. Rientra nel circuito del 'val di Noto' e dal 2002 fino ad oggi è rientrato anche in quello del Patrimonio Unesco”, illustrano il presidente della Pro Loco di Militello, Salvatore Pirrello, ed il suo “vice” Nicolò Vaccaro

Militello Val di Catania è il “Borgo più bello della Sicilia” per l'anno 2022, sancito dal concorso di All Food Sicily. Un bel biglietto da visita.

Barocco e Militello. Il tardobarocco siciliano, che include l'area etnea e quella Sud-orientale dell'isola, quasi come una reazione del genio isolano al terrificante terremoto del 1693, costituito da una fantasiosa architettura mossa, con un acceso decorativismo, in chiaroscuro, popolata da una folla di statue, balconi, colonne, portali, fregi, stemmi scolpiti, scalinate e cupole; Patrimonio dell'umanità per l'Unesco, che coinvolge gli otto centri storici dei comuni siciliani di Noto (SR), Catania, Modica (RG), Palazzolo Acreide (SR), Scicli (RG), Ragusa, Caltagirone (CT) e Militello in Val di Catania (CT); è una “perla” di pietra incastonata fra i monti Iblei, la Val di Noto e la città di Catania. Militello in Val di Catania e il suo Barocco, quasi un tesoro, una perla, uno scrigno “nascosto” e suggestivo fra i monti Iblei, col suo patrimonio monumentale a circa 400 metri sul livello del mare. “Il nostro patrimonio artistico-monumentale è ricchissimo - illustrano assieme, il presidente della Pro Loco di Militello, Salvatore Pirrello, ed il suo “vice” Nicolò Vaccaro -, tanto che il nostro comune è denominato la 'Firenze degli Iblei'. Rientra nel circuito del 'val di Noto' e dal 2002 fino ad oggi è rientrato anche nel circuito del Patrimonio Unesco”.

Barocco di Militello Val di Catania

Itinerari per i turisti. “Nella fattispecie il nostro tour consigliato ai turisti e ai semplici visitatori curiosi di ammirare il 'bello' - prosegue il vicepresidente della Pro Loco militellese, Nicolò Vaccaro , parte dalla chiesa di Santa Maria della Stella, la Nuova, e dalla basilica Chiesa madre di San Nicolò e Santissimo Salvatore. Altra notazione, è quella che il nostro comune, dal 2020, addirittura fa parte anche dei borghi più belli d'Italia. Poi da notare è tutta la zona che comprende l'arco del Castello e la Chiesa di Santa Maria la Vetere fino ad arrivare alla Chiesa di Santa Maria del Circolo. Ecco, sono questi già due percorsi che segnano la nostra cittadina e che potrebbero occupare ben due giornate per essere visitate ed ammirate”.

Bellezze del Barocco siciliano a Militello. Lo stile barocco siciliano che trova espressione a Militello Val di Catania, è rappresentato da una “esuberanza decorativa”che unisce architettura colta e tradizione artigianale. Dice Nicolò Vaccaro, “per quanto riguarda le bellezze e la storia di Militello, possiamo dire che si divide in due fasi: la prima fase che inizia con la rifondazione del XIV secolo e la seconda fase che fa data dal terremoto del 1693 che distrugge tutto il Val di Noto e Catania. Proprio dopo il sisma, Militello si rifonda in una locazione diversa dall'originale, perché in origine il borgo si trovava nella zona più a sud, e viene viceversa ricostruita più a nord perché in quell'area due monumenti resistono al terremoto del 1693, che sono il Monastero dei Benedettini, il terzo più grande di Sicilia dopo quello di Catania, e l'Oratorio della Catena, tra 1614 e 1617. La ricostruzione è realizzata in stile tardobarocco, tipico della Val di Noto, tranne per i succitati monumenti che, invece, custodiscono i caratteri tipici del barocco classico. Caratteristico di questa rifondazione è anche il materiale usato: del vecchio sito di Santa Maria la Vetere e dell'antico sito di San Nicola, sono state impiegate le pietre per la costruzione delle nuove chiese, tanti elementi delle nuove costruzioni provengono proprio dalle vecchie fondazioni. Per quanto riguarda Santa Maria, il portale principale e il portale secondario provengono tutti e due dal vecchio sito di Santa Maria la Vetere; così come di grande rilievo, sono altre opere d'arte, quali la Pala della Natività dello scultore Andrea della Robbia, artista di spicco del Rinascimento, attivo perlopiù a Firenze, datata 1487, una delle opere più belle presenti a Militello, commissionata dai prìncipi Barresi”.

Fase normanna. Militello, dopo la fase normanna, divenne una Signorìa, con una forma di dominio attorno alle famiglie Barresi e Branciforte, che resero grande Militello. “Per quanto riguarda la famiglia Barresi - continua il vicepresidente della Pro loco -, che opera dal XV secolo al XVI secolo, per Militello si ha tutta la fondazione della parte cittadina medievale, che comprende tutta la zona del Borgo e tutta la zona sud del paese; poi si passa alla Signoria dei Branciforte d'Austria. Proprio a donna Giovanna d'Austria, nipote di Carlo V, e figura femminile rivoluzionaria per l'epoca, si deve la costruzione del Monastero dei Benedettini, da lei stessa finanziata. Per tornare ai siti Unesco, su di essi si fondano anche le tradizioni del paese. Tali siti si ricollegano al Barocco catanese e a quello della Val di Noto: tutta la val di Noto rientra in questo circuito, che comprende anche Caltagirone, nel Catanese”.

Due giorni per visitare tutti questi siti. “Noi consigliamo di spezzettare la visita in un paio di giorni. Intanto, occorre contattare i recapiti della Pro Loco, telefono o email (vedi info utili, in fondo alla pagina, ndr), per prenotare e concordare insieme il percorso da fare: quello standard include tutta la zona barocca e la zona del Borgo, per concludere con i palazzi nobiliari, tra il Palazzo Majorana e il Palazzo Niceforo, con arrivo al Castello. Si possono organizzare anche delle visite guidate teatralizzate, con i personaggi storici di Militello, tra cui appunto donna Giovanna d'Austria e il principe Branciforte, occasione in più per conoscere la storia di Militello. Ovviamente, punti focali di queste visite guidate sono i due monumenti, il Monastero dei Benedettini e il Castello”.

Protocollo anti-Covid e gli orari di apertura. “Le visite guidate partono dalle 9.30 del mattino e si concludono intorno alle 13 e il pomeriggio ripartono dalle 15. Per quanto riguarda le misure anti-Covid, nelle costruzioni ecclesiastiche che hanno funzione religiosa, non c'è bisogno di esibire il green pass, richiesto, invece, nel Monastero dei Benedettini e nei vari Musei, cioè il Museo di Arte Sacra a San Nicolò, che è stato costruito intorno agli anni '90 sulle cripte della chiesa, la Tesoreria di Santa Maria della Stella, che raccoglie tutto il patrimonio della chiesa annessa, ed il Museo Civico Guzzone e in cui sono riunite la maggior parte delle opere dell'artista Marino e l'originale della Fontana della Ninfa Zizza, che celebra l'arrivo dell'acqua potabile a Militello nel 1607 per iniziativa del principe Francesco Branciforte. A questa fontana è legata una leggenda, un mito contenuto nelle 'Metamorfosi' di Ovidio, che narra dell'infelice amore tra la ninfa Zizza e il giovinetto Lèmbasi, trasformati rispettivamente in fontana e corso d'acqua”. Siti accessibili nel weekend. Tra il sabato e la domenica, i siti sono aperti, e sono attivi anche i ragazzi del Servizio civile insieme ai volontari dei Puc, i Progetti di Utilità Collettiva, coordinati dal presidente della Pro Loco, Salvatore Pirrello, e dall'amministrazione comunale.

Parliamo di costi. “Le visite guidate sono legate a un'offerta libera da parte del turista, un contributo, e si svolgono sempre tramite comunicazione preventiva. Ovviamente, il turista può anche girare libero a Militello, perché c'è un desk informativo che fornisce le mappe militellesi e del territorio. Le guide in ogni caso, si trovano già in loco”.

Luogo particolarmente suggestivo da visitare. “Le Cascate dell'Oxena sono particolarmente 'attrattive' per il turista - conclude così la sua visita guidata virtuale, il vice della Pro loco Nicolò Vaccaro -. Collocate in un'area un po' distante rispetto all'abitato del paese, a circa 7 km a sud-est di Militello, ci si può arrivare sia a piedi e sia in macchina. Si tratta di un interessante percorso naturalistico, di grande attrattiva anche per gli appassionati di trekking. L'acqua delle cascate è potabile, ci si può stendere a prendere il sole, si possono organizzare barbecue o consumare un pranzo al sacco, trascorrendo una magnifica giornata nel silenzio incantato del luogo. Stiamo promuovendo molto questo itinerario, ancora in verità poco conosciuto, soprattutto in questo periodo segnato dalla pandemia, per permettere ai visitatori di immergersi nella natura e riscoprirne le meraviglie”.

Contattare “chi” e “come” per informazioni. Contatto Pro Loco Militello, telefono 329 3387910 email salvopirrello6368@gmail.com ; prolocomilitello@tiscali.it; Contatto del Museo di Arte sacra San Nicolò, telefono 095 811251.

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