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Domenica, 26 Giugno 2022
On the road

Opinioni

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A cura di Fabio Rao

Fra le vie di Scordia ad ammirare il barocco della Chiesa madre e le tante bellezze culturali

Il centro abitato del Calatino “ospita”, fra i tanti tesori da scoprire, la facciata barocca della Chiesa Madre di San Rocco, nel centro storico; il Museo Civico Etno-antropologico e archivio storico “Mario de Mauro”; ed una ricca biblioteca comunale con un patrimonio di circa 25mila volumi

Barocco e cultura. Un bellissimo centro abitato nel Calatino. Un tour fra i monumenti, di grande rilevanza architettonica e culturale. Scordia “ospita”, fra i tanti tesori da scoprire, la facciata barocca della Chiesa Madre di San Rocco, in pieno centro storico; il Museo Civico Etno-antropologico e archivio storico “Mario de Mauro”; ed una ricca biblioteca comunale. A farci da cicerone in questo itinerario fra le vie del comune etneo, è il responsabile bibliotecario dottor Rocco Sapuppo.

Chiesa Madre. Prima tappa la Matrice, che è dedicata al Santo patrono San Rocco. Scordia è un comune italiano di circa 16mila abitanti della città metropolitana di Catania. E' confinante con il comune di Militello in val di Catania, ed è rinomato per la sua florida produzione agrumaria - specialmente arance -. La chiesa di San Rocco è un edificio religioso sito nell'omonima piazza. Chiesa principale del centro della Città metropolitana di Catania e sede della parrocchia dedicata al santo. Fu eretta nel XVIII secolo, nel tradizionale barocco siciliano. La chiesa di San Rocco occupa il lato nord-orientale nella decentrata piazza Umberto I. All'interno, tra stucchi e dorature, spiccano due tele che potrebbero avere origini illustri: una Madonna del Rosario, da alcuni attribuita al Caravaggio o a un artista della sua scuola, e una Madonna col Bambino che benedice San Giovannino, forse di un artista vicino a Raffaello. Dopo il terremoto del 1693, venne ricostruita secondo i canoni dello stile barocco, ed assume la forma di croce latina che tuttora conserva. In essa si conserva anche il simulacro di San Rocco, oltre a diverse opere di buona fattura.

Viva San Rocco. La festa del Patrono si celebra il 16 agosto. Il giorno della vigilia, 15 agosto, subito dopo la messa celebrata sul sagrato della chiesa madre, si svolge la processione della reliquia del Santo intorno alla piazza Umberto I; a conclusione viene esposto il simulacro del Santo. Poi dopo la solenne celebrazione eucaristica in piazza Umberto I, si procede con la processione della statua del Santo per le vie principali del paese; alla fine, verso mezzanotte, i cittadini scordiensi riuniti in piazza, ne salutano il rientro nella chiesa madre, in mezzo ai variopinti fuochi d’artificio.

La biblioteca comunale. “La Biblioteca comunale Civica viene istituita nel 1968 nella storica sede, l'attuale, di via Marconi 52, ma apre l'attività al pubblico solo nel 1982, e in seguito viene intitolata all'imprenditore Nicola D'Antrassi, barbaramente assassinato dalla mafia a Scordia l'11 Marzo del 1989” illustra il dottor Rocco Sapuppo. “La suddetta intitolazione viene mutata nel 1999, allorché il consiglio comunale, con propria deliberazione, statuisce di darle il nome di un illustre pittore di Scordia, vissuto tra Ottocento e Novecento, tra il borgo natio e San Paolo del Brasile: Giuseppe Barchitta”.

Tra le vie di Scordia

Il palazzo gentilizio nel quale la Biblioteca è ubicata, “palazzo Vecchio-Majorana, della fine del secolo decimottavo, le conferisce, a onor del vero, un 'quid pluris' in termini di fascino e suggestività storico-artistica”, prosegue il responsabile bibliotecario comunale di Scordia. “Nel suddetto palazzo sono custodite 23 tele sovrapporta, debitamente restaurate, di mano ignota, dipinte agli inizi del 1800, e riproducenti immagini tratte da episodi dell'Eneide e dell'Iliade. Ivi, è detenuto, altresì, lo stemma originale della famiglia Branciforti, dopo l'abbattimento del Portale seicentesco del palazzo Branciforti”. “Vi è da dire che nel suddetto palazzo ebbe sede per un dato periodo il municipio di Scordia, fino alla metà degli anni ’70. Tra il 2003 e il 2004, i locali ove è sita la struttura civica hanno subito un delicato intervento di consolidamento strutturale - sistemazione del tetto, fortificazione delle strutture portanti, sostituzione in talune stanze della pavimentazione, ridipintura delle pareti e del soffitto -, usufruendo dei fondi all'uopo destinati dalla legge 433 per gli edifici danneggiati dal sisma del 1990”.

Il patrimonio librario attualmente disponibile, compreso un migliaio di volumi antichi, taluni di un certo pregio, provenienti dal fondo Modica-Majorana, “si stima in circa 25.000 libri. Si è raggiunto tale numero di testi anche grazie ai recenti contributi del ministero dei Beni Culturali, dietro istanza del comune di Scordia, ed ai tanti doni ricevuti dai cittadini. Tendenza quest'ultima che accresce il senso di civiltà e la sensibilità della cittadinanza verso le istituzioni culturali”.

Attualmente la biblioteca fornisce alla cittadinanza i seguenti servizi: prestito e consultazione di libri; possibile dare in prestito due libri salvo eccezione, per studio si arriva anche più di due alla volta; si accettano prenotazioni anche telefonicamente o tramite mail; Le richieste vanno indirizzate a questa casella e-mail: biblioteca@comune.scordia.ct.it . Esiste il servizio di consultazione di quotidiani e riviste ed enciclopedie. Servizio gratuito di collegamento ad Internet in wi-fi. Organizzazione conferenze, dibattiti, presentazione dei libri: la sala è attrezzata per ospitare circa 50 persone; 40 sono i posti per gli utenti che usufruiscono del servizio di consultazione o per lo studio in sede.

Spiega Rocco Sapuppo, che “vi è al piano terra dello stesso palazzo Vecchio-Majorana, negli attuali locali del museo 'Mario de Mauro', uno scivolo che consente l'accesso nei suddetti locali, una parte dei quali adibita a sezione tematica della Biblioteca, a persone che abbiano difficoltà motorie. Desidero, inoltre, comunicare gli orari standard di apertura e chiusura della Biblioteca comunale - salvo eccezioni di volta in volta stabilite dalla giunta municipale per particolari periodi dell'anno o speciali ricorrenze -, che sono i seguenti: dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 13.00 ed il martedì e il giovedì apertura anche pomeridiana dalle ore 14.30 alle 19.30”. La biblioteca “Giuseppe Barchitta” è ubicata in via Guglielmo Marconi n. 52 a Scordia. Tel. 095-7496236.

Il Museo etnico. Al piano terra dello stesso edificio, è collocato il Museo civico etno-antropologico e archivio storico “Mario de Mauro”. “Il Museo civico Etno-antropologico, sin dalla sua istituzione come ente pubblico, 15 febbraio 1998, al piano terreno del palazzo Vecchio-Majorana, si è caratterizzato negli anni per un legame particolare con la cittadinanza”, dice Sapuppo, “poiché gran parte delle dotazioni dell’ente sono frutto di donazioni dei cittadini. Il patrimonio del Museo consiste, precipuamente, in oggetti rinvianti alla civiltà contadina, attrezzi di lavoro della terra, macchinari per la lavorazione e per la raccolta delle messi e l’irrigazione degli agrumeti; attrezzi di lavoro di artigiani, fabbri ferrai, calzolai eccetera”.

“Sono presenti in esso anche oggetti provenienti dalla società industriale e produttiva del secondo dopoguerra, moto d’epoca, cineprese a pellicola, apparecchi radiofonici, a testimoniare il delicato passaggio dalla società con originaria vocazione contadina a quella dell’era consumistica”. E aggiunge: “In esso, sono presenti anche un’interessante sezione dedicata ai minerali, oggi ospitata nei vicini locali del palazzo Modica, e un notevole archivio di documenti pre e post-risorgimentali e un archivio fotografico che rappresenta la memoria storica visiva della città di Scordia così com’era nel passato. Fino a tempi recenti e per molti anni, il Museo ha svolto anche attività editoriali, sia con la pubblicazione di un Bollettino informativo, contenente articoli di taglio storico ed etno-antropologico che letterario, sia con l’edizione di numerosi volumi vertenti sugli stessi temi”.

“Attualmente, in attesa di un nuovo direttore, il Museo contempla la gestione di un comitato scientifico nominato con propria determina dal Sindaco”. Arancia rossa. Parlando del comune del Calatino, non si poteva non accennare al “tesoro” dell'arancia rossa, del “Tarocco giallo”. Privo di semi, viene coltivato principalmente in quest'area, ed in generale nella provincia catanese, dove risiede il motivo della vera particolarità di questa varietà: la pigmentazione, che dipende molto dal grado di maturazione dell’agrume. Ciò che favorisce questo processo, e che lo rende unico, sono le escursioni termiche dovute alla comparsa della neve sull’Etna. Vanto di Scordia, le arance rosse, coltivate dalla fine del XVIII secolo negli agrumeti della Piana, costituiscono la coltivazione principale. Dopo il Tarocco con le sue varianti, seguono le coltivazioni del Moro e del Sanguinello. Il colore caratteristico è dovuto ai pigmenti con proprietà anti-ossidanti, anti-infiammatorie e, si dice, anche anti-tumorali.

Fra le vie di Scordia ad ammirare il barocco della Chiesa madre e le tante bellezze culturali

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