Sisma Etna, Poggio Felice: il presepe tra i calcinacci e le case distrutte

A un anno dal sisma alcune strade raccontano di come la normalità ancora sia lontana dal ritornare. Decine e decine le famiglie che hanno dovuto abbandonare le loro abitazioni devastate dalla furia del terremoto

Un silenzio irreale nonostante le giornate di festa. Non ci sono luminarie a Poggio Felice per portare un po' di allegria per il Santo Natale. Tra gli abitanti c'è soltanto il ricordo, terribile, dello scorso anno che ha devastato decine di immobili e che ha costretto tantissime famiglie a vivere fuori dalla propria abitazione.

Quando il sisma dello scorso Santo Stefano si è abbattuto, in particolar modo, sulla frazione di Zafferana Etnea nessuno poteva pensare che a un anno di distanza il Natale potesse essere così amaro e pieno di dubbi per il futuro.

Fleri, un anno dopo

Eppure mentre l'allora ex primo ministro dell'Interno postava foto della sua colazione a pane e nutella c'era già chi aveva trascorso la notte fuori dalla propria casa, tra paura e ansia. Via Fortino è l'emblema della forza distruttrice del terremoto: qui il sisma ha lasciato i suoi segni anche sull'asfalto, con diverse venature in evidenza su tutto il manto stradale.

In via Fortino c'è silenzio. Un silenzio irreale. Non ci abita più nessuno: in alcune abitazioni è rimasto qualche striscione di protesta e qualche lenzuolo bianco, simbolo di chi spera di poter ritornare - un giorno non tanto lontano - nella propria abitazione.

Fleri, il racconto di una commerciante

C'è chi, alla chetichella, va a dare da mangiare ai propri cani nel giardino attiguo all'abitazione ormai inagibile. Una coppia di mezza età ci fa entrare e ci mostra i segni tangibili del sisma: "E' stato come avere una centrifuga dentro casa - spiegano - che ha rivoltato tutte le stanze. Noi eravamo dentro la stanza da letto e si sono staccate le ante dell'armadio. Siamo riusciti a uscire e poi a scappare dalla finestra. Adesso non vorremmo neanche venire, perché ricordiamo quei momenti, ma torniamo per far mangiare i cani che sono rimasti qui nel giardinetto e che non possiamo portare dove abitiamo adesso".

I profondi squarci, i mobili senza sportelli e gli armadi senza ante, i sanitari letteralmente "spostati" testimoniano che soltanto per un miracolo non c'è stato un morto. In un'altra abitazione c'è un presepe. Non ci sono i personaggi, i pastori né Gesù, Giuseppe e Maria.

Le case di Poggio Felice, un anno dopo

Ci sono i calcinacci caduti il 26 dicembre 2018 che hanno travolto tutto. Il presepe è rimasto lì. Così come le speranze di chi avrebbe voluto trascorrere le feste nella propria abitazione.

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"Dobbiamo vedere - conclude una signora - se i pilastri di casa mia sono in buone condizioni. Lo devono verificare i tecnici e da lì capiremo se si può riparare tutto, anche investendo di tasca nostra, o se è da abbattere".

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