A Caltagirone “il rumore del mare”, i migranti nelle tele di Iudice, Vittorio Sgarbi: «è un filosofo, la sua pittura è un punto di vista»

Le opere dell'artista gelese saranno esposte nella Cappella neogotica del Museo Diocesano. Alvernissage parteciperanno il vescovo, Calogero Peri, l'assessore regionale al Turismo, AnthonyBarbagallo, il sindaco, Gino Ioppolo, il curatore dell'esposizione, Giuseppe Iannaccone, e ilprotagonista di Fuocoammare, Pietro Bartolo.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

“Il rumore del mare” è il titolo dell'esposizione che sarà inaugurata domenica 23 luglio, alle 19,30, nella Cappella neogotica del Museo Diocesano di Caltagirone (piazza San Francesco, 9). La mostra affida alle tele del pittore gelese Giovanni Iudice il racconto di un tema quanto mai attuale: il dramma dei migranti. L'evento è una ideale continuazione della personale “Il rumore del mare”, curata dal collezionista Giuseppe Iannaccone e tenutasi a Firenze, presso il Palazzo Medici-Riccardi. Al vernissage parteciperanno, insieme all'artista, anche il vescovo di Caltagirone, Calogero Peri, l’assessore regionale al Turismo, Anthony Barbagallo, il sindaco di Caltagirone, Gino Ioppolo, il curatore della mostra, Giuseppe Iannaccone, e il protagonista del docufilm Fuocoammare, il medico Pietro Bartolo. L'iniziativa si colloca a ridosso della festività di San Giacomo, patrono della Diocesi, che richiama un notevole flusso turistico, e si protrarrà fino al 7 gennaio 2018, inserendosi quindi nel ventaglio di opportunità offerte ai visitatori anche durante il periodo natalizio. Per il critico d'arte Vittorio Sgarbi, che ne ha recensito i lavori, «Giovanni Iudice è un filosofo. La sua pittura è così reale da non poter essere considerata una semplice rappresentazione della realtà. È un punto di vista». «In una terra come la Sicilia – spiega don Fabio Raimondi, direttore del Museo Diocesano di Caltagirone – che possiamo definire “bedda”, cioè ricca di storia, cultura e arte, ma anche “marturiata”, perché spesso teatro di tragedie umane sotto diversi punti di vista, si colloca lo sguardo attento di Giovanni Iudice, che coglie uno dei drammi della nostra contemporaneità, trasformandolo in arte pittorica. I dipinti esposti si configurano come finestre aperte sul dramma dell’uomo contemporaneo, che portano l’osservatore a vedere dentro di sé, a vivere intimamente il dramma umano, a scoprire e attivare le potenzialità nascoste nelle pieghe del suo essere “uomo-accanto” all’uomo del nostro tempo». Il percorso nasce da un incontro con Iudice durante la sua visita alla mostra “Arcana Coelestia. Irruzione di Dio nella storia”, allestita lo scorso al Museo Diocesano di Caltagirone, che offriva al suo interno un filmato evocativo con immagini relative agli aiuti umanitari a vantaggio di terremotati e migranti clandestini. Il feeling è stato immediato: dalla timida proposta iniziale di una mostra che avesse proprio il tema dei migranti con le straordinarie opere dell’artista, si è passati via via a un brainstorming di idee, culminate poi nel progetto espositivo. Don Fabio Raimondi sottolinea inoltre come «all’interno della suggestiva Cappella neogotica, la forza comunicativa delle opere viene supportata da un allestimento che fa entrare quasi concretamente nel dramma dei migranti, anche attraverso un’ambientazione simbolica del “barcone” in cui le opere sembrano quasi gli oblò di una nave stracolma di clandestini. Mentre al suo esterno un’imponente e spigolosa istallazione contemporanea sembra prendere vita attraverso la proiezione di immagini simboliche e suggestive, al suo interno diventa “luogo” interattivo in cui è possibile “toccare” con mano l’esperienza della traversata mediterranea: la fisicità degli oggetti, i suoni, le luci fanno di fatti intraprendere un viaggio introspettivo, alla scoperta di nuovi orizzonti possibili di solidarietà umana». Nell’arco di tempo dell’esposizione saranno organizzate altre iniziative culturali sul tema della mostra, come pure attività didattiche di laboratorio aperte non solo alle scuole, ma anche a tutte le altre fasce di età. La realizzazione di un catalogo scientifico delle opere esposte suggellerà questo importante evento culturale.

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