Accoltella le figlie, una si salva: "Non riesco più a dormire"

Dopo il dramma in provincia di Catania, costato la vita alla piccola Laura Russo, parla la sorellina: "Sento ancora quelle urla, vivo nel rimorso di essermi salvata"

Sono passati venti giorni da quella tremenda notte a San Giovanni La Punta, in provincia di Catania, quando Roberto Russo, 47 anni, accoltellò due delle sue figlie, di 14 e 12 anni, mentre dormivano nella loro casa. La più piccola, Laura, morì.

Marika, la sorella maggiore, è riuscita miracolosamente a salvarsi. E ora, dopo due settimane in ospedale, è tornata nella casa dei nonni materni. La sua vita è segnata per sempre dal ricordo di quel giorno di follia. Il giorno in cui un padre - ora in carcere in isolamento - ha impugnato due coltelli per ammazzare le sue creature, nel sonno. "Non ce la faccio a dormire la notte, mi sveglio di soprassalto e sento quelle urla. Mi manca il mio angelo", racconta a Repubblica parlando della sorella Laura.

"Mi tornano ancora in mente le urla di Laura - racconta Marika - Eravamo andate a letto serene e ci siamo addormentate abbracciate, come facevamo sempre. Ad un certo punto mi sono svegliata sentendola urlare e non ho avuto il tempo neanche di capire cosa stesse accadendo, che mio padre mi ha colpito con una coltellata. Io ho tentato di scappare per chiamare in aiuto i miei zii". "Ho il rimorso - continua la ragazzina - di aver lasciato mia sorella sola nel letto per scappare e lei ora non c'è più". 

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