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Appalti truccati e corruzione, 8 arresti: in carcere il sindaco di Acireale

E' denominata "Sibilla" l'operazione che ha portato all'arresto di otto persone, tra cui il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo, un membro della giunta comunale e due dipendenti pubblici in servizio presso il comune acese. 17 le persone indagate

E' denominata "Sibilla" l'operazione che, questa mattina, ha portato all'arresto di otto persone, tra cui il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo, un membro della giunta comunale e due dipendenti pubblici in servizio presso il comune acese.

Le indagini hanno avuto inizio nel 2017 ed hanno portato alla luce ben 4 episodi di "corruzione e turbativa d'asta nella gestione della cosa pubblica", come precisato dalla guardia di finanza di Catania.

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Corruzione per favorire la campagna elettorale di un referente di Barbagallo

Uno degli episodi ha visto coinvolto proprio il sindaco di Acireale Roberto Barbagallo, il quale, per favorire la campagna elettorale del suo referente politico, ha spinto due piccoli imprenditori acesi a promettergli il voto, con l'aiusilio di un luogotenente della polizia locale Nicolò Urso. Nello specifico, il sindaco ha disposto al luogotenente di avviare controlli amministrativi nei confronti degi imprenditori al fine di indurli, per evitare la sanzione, ad avvicinarlo. Avrebbe, quindi, chiesto il sostegno elettorale: "Maggiuva ‘na cosa elettorale!...(trad.:mi serve una cosa elettorale) dui gemellini....’ca cianu ‘u camiun posteggiato a via ...” (trad:i due gemellini che hanno il camion posteggiato alla via ....); ci po iri pì ‘mpocu spagnarici...(trad:ci puoi andare per farli spaventare)...accussì mi venunu a ciccari ..(trad:così mi vengono a cercare)". Sulla base di queste intercettazioni, riconducibili al reato di induzione alla corruzione, il Gip ha ordinato la carcerazione del Sindaco, nonché gli arresti domiciliari per il funzionario di polizia compiacente.

Realizzazione dell’ampliamento del cimitero comunale di Acireale

Altro episodio contestato riguarda la realizzazione dell’ampliamento del cimitero comunale di Acireale, opera pubblica affidata alla ATI (Associazione Temporanea di Imprese) San Sebastiano s.r.l., con sede a Ravenna. Durante la fase terminale dei lavori, il responsabile della Protezione civile del comune di Acireale, Salvatore Di Stefano, ha curato il collaudo dell’opera, attestando che l’intervento era stato eseguito a regola d’arte. Tuttavia, nella certificazione redatta dal dirigente, sono state indicate operazioni di verifica strutturale presso il cimitero in realtà mai effettuate: anzi, dalle indagini è emerso che i quattro verbali di sopralluogo sono tutti stati predisposti nel momento finale della stesura del collaudo dal referente in loco dell’impresa costruttrice, Salvatore Leonardi, con l’ausilio del consulente tecnico dell’impresa stessa, Angelo La Spina. E’ proprio Di Stefano che, sugli accordi con Leonardi, afferma: “Già ce l’ho tutto impostato...dobbiamo aggiungere almeno tre quattro verbali di sopralluogo... li sta preparando perché io non so le date..li sta preparando lui”. Per il collaudo, il funzionario pubblico ha fatturato alla società 6.600 euro a titolo di “compenso professionale”, sebbene la legge preveda che al collaudatore venisse corrisposta solo una indennità in busta paga, proprio al fine di evitare inopportuni contatti con il privato. La somma ricevuta è stata dunque qualificata come “tangente” per la buona riuscita delle operazioni di verifica. Il Gip ha così disposto l'arresto del dirigente pubblico, Salvatore Di Stefano, e del referente dell’ATI, Salvatore Leonardi, nonché la misura degli arresti domiciliari per il consulente tecnico Angelo La Spina.

Incarichi per la progettazione di impianti sportivi

Infine, le indagini hanno avuto ad oggetto alcuni incarichi professionali relativi alla progettazione di impianti sportivi affidati illecitamente dai comuni di Acireale e Malvagna (ME) al consulente locale del Coni (Comitato Olimpico Nazionale Italiano), Anna Maria Sapienza, e ad un ingegnere catanese, Ferdinando Garilli, sottoposti l’una a custodia cautelare in carcere, l’altro agli arresti domiciliari, per l’ipotesi di reato "Turbata libertà degli incanti". La Sapienza, moglie dell'ex presidente del Cus Catania Luca Di Mauro, ricopriva un ruolo istituzionale di referente per gli Enti locali della Sicilia orientale che intendono richiedere erogazioni pubbliche a favore dello sport: in particolare, esprime un parere tecnico vincolante sulle proposte che le vengono presentate, per poi inoltrarle alla sede romana del Comitato ai fini dell’erogazione del finanziamento. Tra le proposte validate nel 2017, rientrano anche quelle relative alla riqualificazione della pista di atletica presso il centro sportivo “Tupparello” di Acireale e del campo di calcio di Malvagna (ME). In entrambi i casi, la Sapienza, in cambio del parere favorevole, ha ottenuto, per il collega Ferdinando Garilli e per sè, l’incarico di redigere il progetto dei medesimi impianti sportivi, retribuito con un compenso rispettivamente di 5.000 euro e di 14.300 euro, e attribuito con una finta gara al massimo ribasso. "Per dare, infatti, una parvenza di liceità agli affidamenti e risultare formalmente in regola con le prescrizioni dell’Anac (Autorità nazionale anticorruzione), i dirigenti degli Uffici Tecnici dei comuni di Acireale (Giovanni Barbagallo, sottoposto a custodia cautelare in carcere) e di Malvagna (indagato che verrà sottoposto a interrogatorio ai fini della valutazione sull’applicazione della misura dell’interdizione dal Pubblico Ufficio), insieme con la Sapienza, hanno finto una ricerca di mercato, inviando richieste di offerta, oltre che al vincitore già prestabilito, ad altri due professionisti di fiducia, già istruiti “a tavolino” sulla percentuale di ribasso da indicare nelle risposte", come specificato dalla guardia di finanza. Nella gestione degli affidamenti, la Sapienza ha agito da vero e proprio organo decisorio, come si evince dalle parole rivolte a Garilli: “Lo vuoi un incarico per un progetto esecutivo di una pista di atletica leggera? Cinquemila euro?” . Nel caso di Malvagna (ME), per garantire al collega un compenso anche nell’ambito di quel progetto, ha ottenuto dal dirigente dell’Ufficio Tecnico la previsione di un ruolo ad hoc da affidargli, quello di Assistente al Rup (Responsabile Unico del Procedimento) che, per legge, dovrebbe essere nominato solo in caso di carenza di organico della stazione appaltante; al dubbio se le somme fossero o meno previste nei capitoli di spesa del progetto, ha poi insistito: “No, per l’assistenza al rup no, però li possiamo trovare nelle somme a disposizione, duemila euro i truvamu”. Sapienza e Garilli hanno usato assoluta sufficienza nelle previsioni di spesa del denaro pubblico anche nella redazione successiva dei citati progetti, suscitando 2 la perplessità di chi, presso il Coni, era preposto a corrispondere il finanziamento: “Fai conto la membrana del rifacimento della pista non mi può costare tre volte quello che io pago da un’altra parte quindi io vi invito a rivedere questi prezzi”.

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