Acireale, Nursind sul Covid Hospital: "Caos organizzativo a danno dei lavoratori"

Caos all’ospedale Santa Venera di Acireale e scatta la denuncia del Nursind. Il ricovero di pazienti affetti da Covid e l’apertura improvvisa di un reparto dedicato, il primo novembre scorso, ha creato forti disagi ai lavoratori e criticità nell’assistenza sanitaria

"Caos" all’ospedale Santa Venera di Acireale e scatta la denuncia del Nursind. Il ricovero di pazienti affetti da Covid e l’apertura improvvisa di un reparto dedicato, il primo novembre scorso, ha creato forti disagi ai lavoratori e criticità nell’assistenza sanitaria. La segreteria aziendale e la segreteria provinciale in una nota congiunta chiedono quindi “consentire ai lavoratori di verificare, mediante il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza, l’applicazione delle misure di sicurezza e di protezione della salute” e di “adeguare gli standard della dotazione organica per tutti i reparti coinvolti Covid-19 alla tipologia di alta complessità essendo assimilabile ad un reparto di malattie infettive semintensivo nel quale si rende necessario di 24 unità infermieristiche e di 12 unita Oss ogni 12 posti letto”.

Il Nursind spiega che “alle 22 del 1 novembre l’azienda ha deciso l’apertura di un reparto covid presso il reparto di Chirurgia dell’ospedale e il trasferimento  del reparto Covid del 3 piano (ex Medicina) per l’apertura di un reparto di semintensiva, il tutto senza che ancora il personale sia stato adeguatamente formato ed addestrato, che  sia stato valutato  dal medico competente per l’idoneità fisica”.

Secondo il Nursind “infermieri e personale di supporto sono stati dati in pasto ai leoni e invitati anche fuori dall’orario di lavoro, compreso chi doveva fare anche la notte, a eseguire in fretta e furia visite cardiologiche, esami ematochimici, radiografie torace, visita con il medico competente, e essere formati in contemporanea all’ingresso dell’area Covid”.

Errori che secondo il Nursind potevano essere giustificati nella prima fase della pandemia, “nella seconda fase non è niente giustificabile poiché l’azione doveva essere dettata da un’azione proattiva, per cui chi è pagato per  programmare, organizzare, decidere lo faccia senza scaricare le proprie ansie sugli operatori, con esternazioni fuori luogo o azioni irrazionali, che debbono eseguire e che già hanno le proprie paure, difatti tale “organizzazione” determina un abnorme aumento del rischio clinico potenziale generatore eventi avversi, con ripercussioni negative sugli operatori e sui cittadini del comprensorio distrettuale”. Il Nursind chiede quindi “un tavolo di confronto permanente con il commissario ad acta Liberti e la Direzione strategica”

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Coronavirus, nuova ordinanza: la Sicilia diventa zona gialla

  • Operazione antimafia, 12 “piazze di spaccio” di San Giovanni Galermo nel mirino dei carabinieri

  • Maltempo, danni ad abitazioni nella zona sud di Catania

  • Coronavirus, morto un giovane di 29 anni: era il figlio di un cancelliere del Tribunale

  • Coronavirus, bimba di 5 anni ricoverata in rianimazione a Catania

  • Blitz dei carabinieri grazie a collaboratore di giustizia: era il nuovo reggente del clan Nizza

Torna su
CataniaToday è in caricamento