Acireale, il Pal'Art rischia la chiusura: "Il Comune deve assicurare continuità"

Il promoter degli eventi al Pal'Art, Giuseppe Rapisarda, chiede che vengano definiti gli atti per poter continuare a operare in attesa del bando europeo per la concessione pluriennale

Dal 19 luglio il Pal'Art di Acireale, dopo 30 anni di gloriosa attività, potrebbe chiudere i battenti e non continuare ad ospitare, almeno per il prossimo futuro, i concerti di rilevanza nazionale e internazionale che fino ad oggi si sono tenuti nella struttura. A lanciare l'allarme è Giuseppe Rapisarda, promoter siciliano che negli anni ha organizzato proprio nel palasport acese tantissimi eventi contribuendo a fare di Acireale una vera e propria “città della musica”.

“Tra qualche giorno avverrà il passaggio di consegne tra la curatela fallimentare e il Comune di Acireale – ha dichiarato in conferenza stampa Rapisarda – e entriamo in una fase di incertezza. Fino ad oggi abbiamo gestito il bene sotto contratti di utilizzo che hanno permesso di far vivere la struttura producendo grande ricchezza per il territorio. Noi da privati abbiamo giocato un ruolo fondamentale nel turismo destagionalizzato – ha continuato - quello che spesso la politica dice di voler realizzare, noi lo facciamo in pratica: un fatto che ci viene riconosciuto anche da Federalberghi. Quando organizziamo concerti in autunno e in inverno le strutture ricettive hanno un ritorno importante in termini di pernottamenti, senza contare le attività di ristorazione e tanto altro”.

A rischio la stagione del Pal'Art: "Sicilia può essere esclusa da tour nazionali" | Video

Il rischio di un periodo di “fermo gestionale” è concreto, secondo Rapisarda, poiché non si hanno ancora notizie certe sugli atti che l'amministrazione intende intraprendere per assicurare una continuità e scongiurare la perdita di eventi già in calendario: “Il sindaco dica cosa ha intenzione di fare – continua ancora Rapisarda – del bando europeo non se ne sa nulla e un solo giorno senza gestione ordinaria potrebbe essere fatale per la struttura che ha bisogno di una manutenzione quotidiana. Al momento non non c'è niente e mancano pochi giorni alla consegna delle chiavi. Una volta che lasceremo l'impianto verrà staccata l'energia elettrica, non ci sarà più un sistema di videosorveglianza, verranno estinte le polizze assicurative, cesserà il servizio di pulizia e non ci sarà più nessuno in grado di affrontare le emergenze quotidiane, con il serio rischio di esporre la struttura a vandalismo e saccheggio”.

La struttura è al centro di una querelle tra l'Irfis, il Comune di Acireale e la curatela fallimentare: sulla questione intanto sono intervenuti diversi esponenti politici a partire dal neo assessore regionale al Turismo Manlio Messina, il quale ha dichiarato che nei prossimi giorni chiederà all'Irfis la posizione ufficiale e li inviterà a interloquire con la curatela fallimentare: “Irfis non può perdere la garanzia e deve recuperare il finanziamento concesso per realizzare la struttura ed il Comune di Acireale è il terzo datore di ipoteca – dichiara l'assessore – il territorio non può perdere una risorsa così importante di ricchezza economica e di immagine”. Annuncia la presentazione di un'interpellanza al governo regionale anche il deputato Ars Anthony Barbagallo che in una nota ha espresso preoccupazione per una eventuale chiusura della struttura. Anche il deputato regionale Nicola D'Agostino esorta il Comune di Acireale a intervenire per assicurare continuità di gestione in attesa che vengano programmati i percorsi futuri: “Nell'attesa del bando di concessione pluriennale – ha concluso D'Agostino – sarebbe intelligente prorogare la concessione agli attuali gestori, anche al fine del rispetto degli impegni contrattuali”. “In assenza di una strategia chiara da parte dell'amministrazione comunale – ha concluso Rapisarda – saremo costretti a spostarci in altre strutture per assicurare lo svolgimento degli eventi già programmati e per i quali sono stati venduti circa 10 mila biglietti”.

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