Muore dopo ore di attesa in Pronto soccorso, rinviata a giudizio una dottoressa

Secondo la perizia della Procura, il medico avrebbe visitato prima della vittima un altro paziente con lo stesso codice, arrivato però dopo nei locali del Pronto soccorso di Acireale

Arriva oggi ad un primo punto d'arrivo il procedimento nato dalla morte di Nino Gulisano, il 47enne deceduto a causa di un infarto al Pronto soccorso dell'ospedale di Acireale dopo aver atteso due ore al triage, lo scorso 18 maggio del 2016: il giudice per le udienze preliminari Pietro Antonio Currò ha rinviato a giudizio la dottoressa Rosaria Patamia che dovrà rispondere ora dell'accusa di omicidio colposo. L'imputazione per la professionista è scaturita in seguito alla perizia della dottoressa Veronica Arcifa, consulente medico della Procura. È stata lei, la dottoressa Arcifa, a ricostruire i fatti, sulla base dei documenti acquisiti dalla polizia, in seguito alla denuncia del giornalista Sebastiano Gulisano, fratello della vittima. Il magistrato ha infine stabilito che il processo inizierà il prossimo 11 giugno 2018.

Come è possibile leggere all'interno del documento vergato dal medico-legale in sede di indagine, a causare il ritardo nella visita di Gulisano sarebbe stato un secondo paziente che sarebbe stato visitato prima, anche se arrivato dopo e con lo stesso codice di Gulisano. "Il paziente Gulisano giungeva al Triage del Pronto Soccorso del P.O. di Acireale alle ore 14:49 a mezzo ambulanza del 118 e, conseguentemente alla sintomatologia riferita, gli veniva assegnato un codice di priorità 'giallo' (mediamente critico, presenza di rischio evolutivo, urgenza differibile, possibile pericolo di vita) riconoscendolo di fatto empiricamente 'a rischio', ma dovevano trascorrere ben 2 ore prima che egli fosse visitato da un medico".

La perizia del consulente medico della Procura

"Nelle more - si legge ancora nella perizia - tuttavia, risulta chiaramente come un altro paziente giunto in P.S. alle ore 15:17 con mezzi propri ed al quale era stato assegnato il medesimo codice di priorità "giallo" (pur non essendo noto alcun cenno clinico a suo fondamento) fu sottoposto a visita dalla Dr Patamia dopo "soli" 15 minuti dall'arrivo e cioè alle ore 15:32". "Tale comportamento - conclude duramente la dottoressa Arcifa - certamente è degno di severa censura sia di ordine professionale che deontologico; non è consentito né giustificabile che si alteri la cronologia delle visite dei pazienti a parità di codice di Triage". 

Infine, la dottoressa Arcifa ritiene "indubbio che la condotta professionale tenuta dalla Dr Patamia abbia apprezzabilmente compromesso le condizioni cliniche e quindi le possibilità di sopravvivenza del paziente Gulisano". E aggiunge: "è infatti lecito ipotizzare che qualora la Dr Patamia avesse sottoposto a visita il paziente Gulisano rispettando l'ordine di Triage (presumibilmente, quindi, sottoponendolo a visita alle ore 15:32), avrebbe approntato i primi step diagnostico-terapeutici, avvalendosi altresì di consulenze specialistiche disponibili in Ospedale, in tal modo fornendo al Gulisano la migliore assistenza possibile". 

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