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Acireale: piazza Patanè diventa privata con divieto di sosta e rimozione

Dopo ventisei anni, una piazza pubblica torna privata. Accade ad Acireale e la piazza in questione è quella dedicata al pittore acese Francesco Patanè. Il 20 agosto 2012, le aree saranno cedute ai privati

Dopo ventisei anni, una piazza pubblica torna privata. Accade ad Acireale, dove passato da poco il Carnevale estivo gli abitanti di piazza Patanè hanno creduto in una sua proroga trovandosi davanti il cartello: "Divieto di sosta e rimozione. Il 20 agosto 2012, le aree saranno cedute ai privati".

Non è uno scherzo, purtroppo, perchè quell'area, espropriata dalla giunta di allora, guidata da Pippo Basile, e dal Consiglio comunale oggi, dopo una sentenza definitiva, deve tornare a Santi Pulvirenti, imprenditore acese che su quei luoghi, intitolati dopo la trasformazione in piazza al pittore acese Francesco Patanè, non ha mai mollato la presa. 

L'area fu espropriata nel dicembre del 1966, in una seduta del Consiglio comunale alla quale però partecipavano due consiglieri proprietari di appartamenti che si affacciavano sul terreno e dunque con presuntivi interessi nell'atto amministrativo.

"Il giudice ne ha ordinato oggi la restituzione a conclusione della procedura giudiziaria", ha dichiarato il sindaco Garozzo, che si chiama fuori dalla gestione amministrativa di tutta la faccenda di fronte a chi chiede le sue dimissioni (il sindaco Basile e' stato anche vicesindaco della giunta Garozzo, fino a poco tempo fa): "Non mi turba la richiesta di dimissioni", afferma, "ma quel tentativo sottile di posticipare le responsabilita' (in grandissima parte tecniche) di vent'anni circa perche' e' piu' comodo e politicamente piu' utile".

Pero', promette Garozzo a una citta' sorpresa dalla perdita di una piazza, "accerteremo eventuali responsabilita' inviando quanto necessario alla Corte dei Conti". La sentenza, assicura il Comune di Acireale in una nota, prevede la restituzione del bene e non indennizzi a carico del bilancio comunale; anzi, "il Comune chiedera' la restituzione delle somme impiegate per gli espropri". Resta "una speranza flebile di mantenere l'uso pubblico dei luoghi", ha detto Garozzo all'Agi senza volersi sbilanciare sulla somme da avere indietro, "ma e' ovvio che chi vince una causa, poi ne detta le condizioni".

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