Cronaca Acireale

Uomo disperso ad Acireale, torrente "asfaltato": di chi è la responsabilità?

Il Comune di Acireale sostiene che gli alvei torrentizi, quindi anche quel tratto, sono di proprietà del demanio regionale. Il Genio civile di Catania afferma che quel tratto - asfaltato 25 anni fa - non è di sua competenza perchè da corso d'acqua sarebbe stato trasformato in strada

Nonostante Capo Mulini si sia trasformata in una centrale operativa delle forze dell'ordine impegnate nella ricerca di Giuseppe Castro, non si trova ancora il corpo dell'uomo. Gli speleologi dei Vigili del fuoco, il soccorso alpino della Guardia di Finanza, i volontari dei carabinieri, la Guardia forestale e la Protezione civile sono ancora impegnati nelle ricerche e hanno perlustrato il tracciato del torrente. Presenti sul posto anche i familiari dell'uomo: l'anziana madre, la moglie, la figlia e i fratelli.

E' così passato anche il quarto giorno di ricerche. E aumentano le polemiche. La Procura ha acquisito i documenti sulla gestione della strada- torrente per capire a chi imputare la responsabilità di aver trasformato quel tratto del Lavinaio Platani in una strada asfaltata. Ecco che sulla competenza si scontrano il Comune di Acireale e il Genio civile.

Da un lato, infatti, il Comune di Acireale sostiene che gli alvei torrentizi, quindi anche quel tratto, sono di proprietà del demanio regionale e il torrente Platani risulta iscritto nell'elenco delle acque pubbliche della Regione. Dall'altro, il Genio civile di Catania afferma che quel tratto - asfaltato 25 anni fa - non è di sua competenza perchè da corso d'acqua sarebbe stato trasformato in strada e inserito nella mappa toponomastica cittadina.

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