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Acireale: Sindaco chiede all'Anci ausilio su patto di stabilità

Il sindaco di Acireale, Nino Garozzo, ha inviato all' Anci una nota con cui chiede l'ausilio della Associazione a seguito dei mancati provvedimenti relativi all'allentamento del Patto di Stabilità previsti dal Governo

Il sindaco di Acireale, Nino Garozzo, ha inviato all' Anci (Associazione Nazionale dei Comuni italiani) una nota con cui chiede l'ausilio della Associazione a seguito dei mancati provvedimenti relativi all'allentamento del Patto di Stabilità previsti dal Governo Nazionale ma disattesi dalla Regione Siciliana.

“Le leggi restrittive nazionali e regionali stanno creando i presupposti per il blocco totale dell’attività istituzionale dei comuni, ma è anche vero che la Regione Siciliana ci mette del suo…non utilizzando, unico caso in Italia, gli strumenti che il Governo nazionale aveva messo a disposizione delle regioni con la spending review per allentare i rigidi parametri del Patto di stabilità dei comuni”: è quanto afferma il sindaco di Acireale Nino Garozzo commentando la tabella pubblicata da Ifel relativa al riparto del patto verticale.

“Nella sostanza, mentre nel resto d’Italia circa 800 milioni saranno distribuiti nelle regioni che a loro volta consentiranno l’allentamento del patto di stabilità dei comuni, in Sicilia dove paradossalmente l’esigenza è maggiore i comuni non potranno utilizzare circa 200 milioni di euro, che avrebbero dato agibilità ai bilanci dei comuni siciliani saranno distribuiti nel resto d’Italia” prosegue il primo cittadino acese. “Perché? Perché la Regione Siciliana non risulta assegnataria della quota prevista dal decreto sulla spendig review in quanto non ha inserito la quota di compartecipazione come invece hanno fatto le altre regioni italiane” chiosa il sindaco.

“Non solo i comuni siciliani perdono una grande opportunità, vitale in questo fine anno e, in particolare, per il pagamento dei tanti fornitori e della spesa per investimenti (perché pur avendo i soldi in cassa non si potranno pagare…), ma se i comuni siciliani dovessero farlo dovranno attivare entro il 20 settembre meccanismi nazionali sull’allentamento del Patto di stabilità con l’obbligo di  pari penalizzazione nei due anni successivi. Quindi, ciò che i comuni siciliani avrebbero avuto diritto di avere come tutti i comuni italiani, potranno in parte averlo ma gravandosi di maggiori restrizioni nei due anni successivi. Nella sostanza, la Regione Siciliana, ancora una volta, anziché giovare alla causa delle autonomie locali ne mortifica le possibilità e penalizza le poche occasioni di salvaguardia dei bilanci comunali
” chiude Garozzo.


 

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