Cronaca Acireale

Sequestrato il solarium di Santa Maria la Scala per "difformità"

Dopo il sopralluogo di martedì 23 luglio che ha messo in evidenza come la scaletta, le docce, le sedie, i tavolini e dei lampioni non fossero previsti nel progetto. Moltissime le lamentele dei bagnanti

Il solarium di Santa Maria la Scala è stato sgomberato e posto sotto sequestro dalla Capitaneria di Porto per la presenza di “difformità rispetto al progetto” dopo il sopralluogo di martedì 23 luglio che ha messo in evidenza come la scaletta, le docce, le sedie, i tavolini e dei lampioni non fossero previsti nel progetto.

Moltissime le lamentele dei bagnanti nei confronti degli uomini della capitaneria di porto, ma anche i gesti di solidarietà nei confronti dei gestori del solarium, che sembra abbiano ricevuto una multa di 2.500 euro e di possibili guai a livello penale se non verranno chiarite le eventuali responsabilità.

Il sindaco di Acireale Nino Garozzo, con una nota, ha dichiarato: "Da una prima verifica, sarebbero state riscontrate delle difformità rispetto al progetto, ascrivibili esclusivamente al titolare della concessione. Voglio capire come mai questi rilievi vengano fuori adesso e non prima, e che tipo di attività preventive di controllo siano state effettuate dall’Assessorato, fermo restando le responsabilità del privato. Vedremo se ci sono le condizioni di recupero della importante struttura nel giro di un brevissimo periodo. Certo, crea qualche perplessità il fatto che professionisti prima collaudino opere ma poi dichiarano che intendono revocarle. Mi auguro che, se dovessero esserci rilievi, questi vengano inoltrati alle autorità competenti”.

Sulla vicenda è intervenuto anche il deputato Basilio Catanoso: “E’ una vergogna: non è possibile che pezzi dello Stato, come la Capitaneria litighino tra loro. La Capitaneria deve essere al servizio della collettività e, in questo caso, del privato che ha realizzato l’investimento e dei cittadini fruitori del solarium, peraltro da settimane utilizzato senza che la stessa Capitaneria avesse rilevato nulla di difforme. Non possono pezzi dello Stato sembrare quasi dei nemici a caccia di scuse, magari alla ricerca di piccole difformità (che si possono anche verificare, in un ridotto progetto del genere) mantenute però nell’assoluto ambito di sicurezza verso i frequentatori. La Capitaneria avrebbe dovuto, semmai, venire incontro alle esigenze della collettività, facendo in modo di assicurare la fruibilità della piattaforma senza clamori, in questo caso eccessivi, sedendosi ad un tavolo con il Comune, il privato gestore e altri istituzioni pubbliche per capire come risolvere eventuali problemi. Inoltre, appare certamente strano che dopo un primo sopralluogo, il responsabile della Capitaneria sia tornato per il sequestro il giorno dopo la dichiarazione di revoca del collaudo da parte del professionista. Lo Stato, se pretende rispetto dai cittadini, deve prima pretenderlo dai propri rappresentanti: ho chiesto all’ammiraglio Di Michele un intervento al fine di garantire gli utenti e, al contempo, ricordare ai propri uomini che il primo impegno è quello di garantire e fortificare il rapporto tra cittadini e istituzioni”.

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