Acireale, iniziata la mappatura dell'ex stabilimento Pozzillo

"Subito dopo, l'intervento sulle zone più critiche di uno dei siti siciliani con le più alte concentrazioni d'amianto" ha detto il Sindaco Barbagallo

"E’ una giornata storica per la comunità di Pozzillo, per la città, per tutti noi. Siamo entrati nell’ex stabilimento delle acque minerali, con il progettista e la ditta incaricata di eseguire la mappatura di tutte le lastre di amianto che coprono i capannoni e che sono depositate all’interno. Subito dopo si comincerà con la rimozione dei fogli maggiormente deteriorati. Abbiamo stanziato dal Bilancio circa 300 mila euro, tra mappatura e smaltimento, e con questa cifra andiamo avanti con l’intervento. Ci servono ulteriori risorse e proporremo alla Regione, tramite l’onorevole D’Agostino, che sia possibile attingere ad un fondo di rotazione affinché i Comuni possano intervenire sui siti pericolosi per la salute dei nostri concittadini. Dopo l’ecomostro interveniamo concretamente su una questione di ambiente, legalità, ma soprattutto, in questo caso, pericolosa per la salute della collettività", ha dichiarato il sindaco di Acireale, Roberto Barbagallo, dopo un primo sopralluogo all’interno all’ex stabilimento delle Acque Pozzillo, tra i siti siciliani con le più alte concentrazioni di amianto.

La guardia di finanza, su disposizione dell'autorità giudiziaria, stamattina ha rimosso temporaneamente, (per i prossimi 50 giorni), i sigilli ai capannoni, per consentire alla ditta incaricata dal Comune di Acireale di eseguire la uno studio di valutazione del rischio e la mappatura dell’amianto. Lo studio è propedeutico agli interventi di rimozione. Maurizio D’Angelo, geologo e tecnico senior della ditta incaricata ha spiegato alla stampa che saranno classificati i materiali da rimuovere, si avrà un dettaglio delle zone più o meno critiche con l’assegnazione della priorità in modo da ottimizzare nei tempi e nei modi l’intervento. Già dopo il primo accesso i tecnici hanno parlato di “situazione è variegata”, lo stato dei materiali è in alcuni punti molto critico, in altri accettabile.

Con il finire degli anni 90 si interrompe la produzione dell’acqua minerale “Pozzillo” e l’enorme stabilimento a ridosso dell’omonima frazione marinara acese chiude i battenti. L’ex stabilimento Acque Pozzillo, acquistato successivamente dalla Sidoti Acque, diventa simbolo di un fallimento e viene abbandonato e dimenticato. A distanza di qualche anno la comunità pozzillese, il parroco, il consigliere comunale Rito Greco accendono i riflettori su quei capannoni fatiscenti, diventati un pericolo per la salute della popolazione. Le lastre grigie di eternit che ricoprono una superficie di circa diecimila metri quadrati sono ben visibili.

"Vivo questo momento come un evento, perché si chiude una strada aperta tantissimi anni fa, quando con la prima interrogazione fatta in Consiglio comunale sollevai ufficialmente il problema e il rischio collegato a un sito industriale in abbandono con una distesa di amianto tanto grande, una delle più grandi della Sicilia,- ha dichiarato Rito Greco-. Dobbiamo andare avanti, affinché venga bonificato del tutto un sito che dovrà poi essere recuperato come area di interesse collettivo". "Ci siamo mossi con determinazione e concretezza. La strada per la bonifica dell’area è in salita, ma l’avvio dell’intervento è un segnale che questa Amministrazione non ha fatto dichiarazioni a vanvera, ma ha agito nel silenzio per portare a compimento una questione di civiltà ambientale", ha dichiarato l’assessore alle Politiche Ambientali Francesco Fichera. Davanti all’ex stabilimento Pozzillo erano presenti le forze dell’ordine, i deputati regionali Angela Foti e Nicola D’Agostino, ex dipendenti della Pozzillo, cittadini e rappresentanti del Consiglio comunale.

L’imput parte dal Comune di Acireale, ma indispensabile per portare a compimento la bonifica di tutta l’area sarà il sostegno della Regione, ha evidenziato il sindaco. "Dobbiamo ripetere l’operazione ecomostro. Abbiamo la legge 10 del 2014 che ci permetterebbe di avere gli strumenti giusti. Stanziare una somma in un fondo di rotazione con lo stesso principio della rivalsa in danno può essere una soluzione", ha affermato Nicola D’Agostino.

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