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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca

Acoset risponde alla nota diffusa da Rsu e dipendenti

L’azienda non condivide l’accusa di “completa inerzia degli Organi Amministrativi della Società che sta causando una implosione della stessa”

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

In merito a quanto in oggetto, Acoset SpA (che si occupa di distribuzione idrica in 20 comuni del comprensorio catanese) precisa che condivide i timori manifestati dai propri dipendenti alla luce di quella che è stata da loro stessi definita “situazione di incertezza che provoca disagio e preoccupazione in prospettiva futura” legato al “ben noto aumento del costo dell’energia elettrica che in pochi mesi ha avuto degli incrementi esponenziali”. Quello che invece l’azienda non condivide è l’accusa di “completa inerzia degli Organi Amministrativi della Società che sta causando una implosione della stessa”. Invero in questi mesi - e più precisamente già da novembre 2021 - sono state diverse le sollecitazioni agli organi preposti nazionali e regionali, che sono stati interpellati al fine di trovare una soluzione celere, non solo per Acoset SpA ma per tutte le aziende assimilabili a essa. L’aumento del costo dell’energia elettrica, infatti, riguarda tutte le aziende del territorio italiano, e colpisce ancor di più aziende come Acoset la quale pur essendo grande consumatrice di energia elettrica si scontra con la difficoltà di non rientrare tra le aziende “energivore” e dunque per questo esclusa dalle agevolazioni sui costi della stessa.

Ad aggravare questa situazione c’è l’impossibilità di recuperare immediatamente le spese sostenute per il pagamento delle fatture elettriche poiché, come già spiegato più volte anche attraverso canali mediatici autorevoli, Acoset affronta tutti i costi (anche delle bollette elettriche) facendoli rientrare nelle tariffe che applica agli utenti, con una precisa definizione del metodo tariffario biennale. La tariffa è una variabile che non viene calcolata dal gestore (sia esso pubblico, privato o misto) né dipende da esso, dipende da una serie di parametri stabiliti dall’Autorità di regolazione per l’energia, le reti e l’ambiente (ARERA). Ed è sempre l’ARERA che la approva, dopo l’ Assemblea Territoriale Idrica (ATI). Gli investimenti e i costi operativi sono parte di quelle voci che, secondo le regole, concorrono al calcolo della tariffa idrica. La normativa, inoltre, prevede che esista un vincolo al metodo tariffario, aggiornato ogni 2 anni, che prende a riferimento i costi sostenuti e riconosciuti nei due anni precedenti, con uno slittamento evidente tra i costi sostenuti e le somme recuperate.

Attualmente Acoset fattura per gli anni 2020-2022 con uno schema tariffario basato sui costi sostenuti e riconosciuti al 2018 e 2019, facendosi carico finanziariamente di anticipare i costi per il biennio. Proprio questo meccanismo rende insostenibile l’attuale momento storico, poiché i costi non trovano immediato ristoro nelle tariffe attuali. Ecco perché si è avviata e si sta lavorando insistentemente per ottenere, presso l’ARERA, un adeguamento tariffario il quale resta al momento l’unica via percorribile, nel totale silenzio delle altre istituzioni. Corre l’obbligo – in ultimo - correggere la nota emanata: la conseguenza di tutto questo non è un “forte deficit economico”, avendo Acoset SpA un bilancio assolutamente in attivo, semmai si tratta di un momentaneo “deficit finanziario”. Che per chi ha conoscenza degli strumenti economici è cosa ben diversa. Ci si chiede come mai solo adesso i dipendenti, la RSU, e le segreterie sindacali a essa collegata stiano manifestando la loro legittima preoccupazione, non a fianco dell’azienda ma in maniera autonoma e per alcuni versi con posizioni oppositive a essa, nonostante - a oggi e puntualmente - l’azienda sia riuscita comunque a garantire loro stipendi, premi produzione, emolumenti e indennità previste dal contratto. La governance - come sempre - resta a loro disposizione per verificare “la reale situazione della Società”, e pur condividendo in parte il contenuto della nota ritiene altresì che le illazioni fatte siano pretestuose e nettamente in ritardo rispetto al sorgere della problematica. Si spera ancora si possa instaurare un tavolo di confronto, pacato e costruttivo, al fine di raggiungere insieme il medesimo obiettivo: tutelare l’azienda nella sua totalità.

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