Acque di Casalotto, lo 'strano' debito col comune di Catania: Sel scrive lettera aperta

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Sinistra Ecologia e Libertà sul debito che le Acque di Casalotto hanno nei confronti del comune di Catania, pari a circa 16 milioni di euro,a fronte di un credito di 5,4 milioni di euro. Con una scrittura privata firmata nel 2009 e poi revocata in autotutela da Stancanelli, il comune rinunciava ad incassare oltre 10 milioni facendo un anomalo 'regalo' all'azienda

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di Sinistra Ecologia e Libertà sul debito Acque di Casalotto nutrono nei confronti del comune di Catania, pari a circa 16 milioni di euro,a fronte di un debito di 5,4 milioni di euro. Con una scrittura privata firmata nel 2009 e poi revocata in autotutela da Stancanelli, il comune rinunciava ad incassare oltre 10 milioni facendo un anomalo 'regalo' all'azienda.

"Apprendiamo dalla stampa che il comune di Catania avrebbe iscritto a bilancio l’importo di 12 milioni di euro per il pagamento di una transazione all’azienda Acque di Casalotto. La notizia ci stupisce perché tale importo riguarderebbe una transazione già revocata dalla giunta Stancanelli, come annunciato dall’allora sindaco alla stampa il 6 maggio 2009. Marcello Failla, responsabile area metropolitana di SEL e Pier Paolo Montalto, attuale segretario di Rifondazione Comunista, nell’aprile 2009 avevano denunciato l’atto di imperio con il quale, l’allora commissario straordinario Vincenzo Emanuele, nominato dal Presidente della Regione Raffaele Lombardo, aveva sottoscritto una transazione sul contenzioso con Acque di Casalotto, che si configurava come un regalo all’azienda.

Nella controversia il comune, per un verso era debitore di 5,5 milioni di euro, ma per un altro era anche creditore di oltre 16,278 milioni di euro nei confronti della società Acque di Casalotto. Con una scrittura privata, firmata in segreto, il commissario straordinario concordò una transazione con la quale il comune rinunciava ai suoi crediti, “regalando” così ad Acque di Casalotto oltre 10 milioni di euro. Questo grave atto di malgoverno fu denunciato con una lettera-esposto presentata alla Corte dei Conti, al presidente di Confindustria Sicilia e allo stesso sindaco Stancanelli, stigmatizzando il fatto come esempio del torbido intreccio tra politica e affari nella nostra città, e come esempio delle vere cause del deficit finanziario delle casse comunali.

A seguito della denuncia successivamente lo stesso sindaco Stancanelli definì “la transazione come pregiudizievole per gli interessi del comune”, annunciando la decisione di procedere alla revoca in autotutela. Per la stessa vicenda Domenico Bonaccorsi di Reburdone, al tempo presidente di Acque di Casalotto e di Confindustria Catania, arrivò persino alla denunci di diffamazione a mezzo stampa. Naturalmente il procedimento fu rapidamente archiviato dalla procura catanese, in quanto il reato non sussisteva, trattandosi di fatti acclarati e provati da atti pubblici.

Adesso sembra che la giunta Bianco voglia ripetere “l’errore” del commissario straordinario Vincenzo Emanulele e “regalare” 12 milioni di euro alla Acque di Casalotto, stracciando il debito di oltre 16 milioni di euro che essa ha con il comune di Catania. Se le notizie che arrivano dalla stampa rispondessero a verità, si tratterebbe di un atto grave, di un inaccettabile sperpero delle poche risorse pubbliche e di un vero e proprio regalo a potentati economici, ripetendo, così antiche consuetudini".

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