Aeroporto, fermata passeggera che trasportava oltre 1 chilo di corallo

E' stata individuata una passeggera italiana che, di rientro da un viaggio in Sud America, trasportava nel proprio bagaglio, nascosti in un involucro di carta, 13 frammenti di possibile origine corallina

Nel corso dei servizi di vigilanza doganale svolti quotidianamente all’aeroporto di Fontanarossa, i finanzieri del comando provinciale della guardia di finanza di Catania, insieme al personale dell’Agenzia Dogane e Monopoli, hanno sottoposto ad un accurato screening i passeggeri giunti su un volo proveniente dall’aeroporto di Fiumicino.

E' stata individuata una passeggera italiana che, di rientro da un viaggio in Sud America e precisamente da Porto Seguro (Brasile), trasportava nel proprio bagaglio, nascosti in un involucro di carta, 13 frammenti di possibile origine corallina del peso complessivo di Kg 1,4.

"Atteso che tali formazioni animali rientrano nella Convenzione di Washington (c.d. C.I.T.E.S.- Convention on International Trade of Endangered Species - che regolamenta il commercio internazionale di piante e animali a rischio di estinzione) e che la turista non aveva alcuna documentazione attestante la qualità delle specie che stava di fatto introducendo nel territorio dello Stato, si è proceduto ad ulteriori accertamenti tecnici", spiegano dalla guardia di finanza.

All’esito di tali attività è emerso che i frammenti erano effettivamente costituiti da “Scleractinia”, comunemente nota come corallo, fauna inclusa in appendice B del Reg. CE nr. 338/1997 e come tale sottoposta a particolari vincoli documentali di attestazione dell’origine, commercializzazione e importazione.

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Proprio in ragione dell’assenza di tale documentazione, il corallo è stato sottoposto a sequestro e alla donna è stata contestata la violazione che prevede l’irrogazione della sanzione amministrativa da un minimo di 3 mila euro ad un massimo di 15 mila euro. 

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