Affitti in nero, operazione "black house": indagini anche a Catania

La Guardia di Finanza di Udine ha scoperto un vaso di Pandora nel quale erano presenti molti privati e anche diverse agenzie immobiliari. Coinvolte persone in tutta Italia, da Trento a Catania

Gli appartamenti dati in locazione dalle persone fisiche sono 545, quelli gestiti invece dalle 10 agenzie immobiliari coinvolte 479, per giri di affari - rispettivamente - di 4.471.121 e 1.095.350 euro, con l’aggiunta di Iva non versata per 444.493 euro. Complessivamente si arriva a poco più di 6 milioni di euro. Quasi tutto, rigorosamente, in nero. Sono le cifre dell’operazione Black House, effettuata dagli uomini del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Udine, che ha scoperto un giro enorme di affitti estranei a qualsiasi tipo di imposta nella località turistica di Lignano Sabbiadoro, cuore pulsante dell’estate in Friuli.

Tanti i corregionali che affittavano con queste modalità - sui 396 privati identificati 139 sono udinesi, 58 pordenonesi, 10 goriziani e 13 triestini -, ma i protagonisti della vicenda arrivano un po’ da tutta Italia. Anche da Catania. Le altre province coinvolte sono Bergamo, Belluno, Bologna, Brescia, Como, Macerata, Milano, Piacenza, Padova, Rimini, Roma, Trento, Torino, Treviso, Varese, Venezia, Vicenza e Verona. Non mancano nemmeno i residenti all’estero, che per la precisione sono 4. 

LE SITUAZIONI PIÙ ECLATANTI. In alcuni casi i proprietari omettevano parzialmente di dichiarare i redditi, mentre nelle situazioni di maggior gravità gli immobili risultavano completamente locati “in nero”. Di questi ultimi le posizioni più eclatanti sono quelle di un nucleo familiare residente nella provincia di Macerata - che ha locato senza pagare un euro di tasse 33 appartamenti, ricevendo canoni per 226.985 euro. Un singolo proprietario di Lignano Sabbiadoro ne aveva locati 19, ricevendo canoni per 186.049 Euro, e un altro di Treviso - con 10 appartamenti - aveva intascato 207.843 euro. 

IL METODO INVESTIGATIVO. L’azione operativa è stata orientata alla scoperta di patrimoni immobiliari, talvolta cospicui, destinati a villeggianti per i quali, anche sfruttando la limitata durata dei contratti e l’estemporanea presenza dei locatari - spesso stranieri -, i proprietari degli immobili non dichiaravano i canoni percepiti. L’operazione è stata pianificata a seguito di una preliminare attività di analisi della realtà economica, che registra oltre 5 milioni di presenze turistiche durante la stagione estiva. In questo ambito sono stati condotti, mediante specifici applicativi informatici, un rilevamento e una mappatura “quantitativa/analitica” degli immobili presenti nell’area del comprensorio di Lignano potenzialmente destinabili alle attività di locazione. Il monitoraggio ha permesso di censire circa 27.000 immobili: tenuto conto della popolazione residente - circa 6.000 persone - e delle unità che risultano locate o dichiarate come seconde case  -5.000 -, è emersa la situazione palesemente anomala di circa 16.000 unità immobiliari apparentemente inutilizzate dai proprietari. Avvalendosi di un database appositamente realizzato sono stati pertanto condotti una serie di interventi che hanno portato all’individuazione di 1.024 unità immobiliari locate a vacanzieri in contesti estranei al fisco.

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