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"Agata rubata", il giallo "visionario" del giornalista Valerio Musumeci

Esce oggi, 28 gennaio, il volume dell'autore catanese ambientato proprio nei giorni di Sant'Agata e che ha "anticipato" l'annullamento dei festeggiamenti

Esce oggi, 28 gennaio, il nuovo libro del giornalista e scrittore Valerio Musumeci edito da Bonfirraro. "Agata rubata" è un giallo-noir ambientato a Catania nei giorni della Festa e, come spesso accade, siamo di fronte al tipico caso in cui la letteratura anticipa la realtà. Infatti Musumeci ha incentrato la sua trama sull'annullamento della Festa di Sant'Agata, così come avvenuto quest'anno a causa della pandemia. Catania Today intervisterà l'autore quest'oggi, proprio in occasione dell'uscita del romanzo, in diretta sulla nostra pagina Facebook a partire dalle ore 15.

Nel caso di "Agata rubata" però c'è un'articolata trama ricca di phatos e suspence che vede muoversi alle falde dell'Etna un sindaco che scappa, autobus che prendono a fuoco e un giornalista che si pone domande e cerca risposte. Sullo sfondo c'è il ritratto di una Catania cupa e malinconica, popolata da personaggi singolari e a tratti grotteschi, che per la prima volta dopo anni deve fare a meno della sua Festa.

Ciò che avviene nel romanzo, naturalmente, non è causato da una pandemia. Il protagonista, il giornalista Salvo Lanza, cerca di comprendere perché la Festa sia stata annullata e cosa stia accadendo a Catania. Ma non riesce ad afferrare la soluzione, finché non verrà incaricato dal giovane Carmelo di ritrovare il misterioso Birìta, “guardiano” della città.

"Lanza è un giornalista cinico e spietato, il classico squalo - spiega Valerio Musumeci - il motivo per cui decide di fidarsi di Carmelo, e di imbarcarsi in un’avventura assurda, nera ma a tratti divertente, deriva da un passato che ha cercato in tutti i modi di rimuovere, ma che segretamente continua a fargli male. Questa vicenda lo costringerà a rivedere il proprio modello di vita".

La vera protagonista del libro, accanto a Lanza, è Catania. Nello specifico, la città che attende la manifestazione della Patrona, oggetto di una devozione talmente profonda da essere conosciuta a livello internazionale. "Non si tratta di un libro sulla Festa di Sant'Agata, ma sullo sfondo dei giorni che la precedono", dice ancora l’autore. "Credo che qualsiasi catanese coltivi un rapporto unico con la Santa, nutrito di anno in anno seguendo le processioni, in modo personale e intimo. Ho attinto ai miei ricordi, ma soprattutto, per dare credibilità allo sfondo, al lavoro di tanti colleghi giornalisti. Un patrimonio inestimabile, che mi è stato molto utile".

Ma Agata rubata non è un libro documentaristico, né un reportage sulla Festa. «Non avrei alcun titolo per scrivere una cosa del genere, né era questo il mio obiettivo", precisa Musumeci, "questo è un romanzo d'intrattenimento, che non ha la pretesa di dare giudizi. Soltanto per un caso il libro è stato pronto in corrispondenza con la Festa, anzi con il suo annullamento a causa della pandemia. Quando ho iniziato a lavorarci, sette anni fa, non avrei mai immaginato che il mondo si sarebbe fermato a causa di un virus, che realtà e fantasia si sarebbero incrociate fino a questo punto. E invece, come diceva quel tale, la vita imita l’arte. È davvero così".

A proposito di arte, la copertina del volume, di particolare pregio, è stata realizzata dall'artista catanese Luca Di Giovanni. L'immagine riprende l'iconografia classica della Santa (il vestito rosso, simbolo del martirio, il vassoio con i seni recisi), con la cattedrale di Catania sullo sfondo di un cielo stellato.

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