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Mercoledì, 29 Giugno 2022
Cronaca

Detenuto catanese si suicida un giorno prima di uscire dal carcere

Sarebbe stato scarcerato domani per fine pena e, invece, ha deciso di suicidarsi impiccandosi. Ieri pomeriggio un detenuto 56enne, Agatino Filia di origine catanese, si è suicidato nel carcere di Livorno

Sarebbe stato scarcerato domani per fine pena e, invece, ha deciso di suicidarsi impiccandosi. Ieri pomeriggio un detenuto 56enne, Agatino Filia di origine catanese,  si è suicidato nel carcere di Livorno con una corda ricavata da un lenzuolo,  nella tromba delle scale di accesso alla sezione.

Ad esprimersi su quanto accaduto, è Eugenio Sarno, Segretario Generale UIL PA Penitenziari. "Il suicidio di ieri porta la conta generale dei suicidi nelle carceri italiane, dal 1 gennaio 2011 ad oggi, al totale di 56. Riteniamo che un suicidio messo in atto a 48 ore dalla libertà debba aprire a nuove, amare, considerazioni su cosa è oggi la detenzione in Italia e sulle genesi di tali atti estremi. Considerato che non è il primo suicidio verificatosi in carcere in prossimità di remissione in libertà, è plausibile parlare di sindrome da paura di adattamento sociale. Evidentemente un   sistema penitenziario, ingessato e paralizzato dall’impossibilità di affermare il mandato rieducativo e risocializzante della pena e, quindi, non in grado di preparare ad una nuova vita sociale, contribuisce  ad alimentare ancor più quella spirale di disperazione che è fonte di tanti atti di autolesionismo o autosoppressione. Purtroppo ogni appello alla politica ed ai politici sul dramma penitenziario sembra cadere nel vuoto, persino il monito del Presidente Napolitano sulla prepotente urgenza di restituire civiltà e costituzionalità al sistema penitenziario , definito dal Capo dello Stato vergogna ed orrore in Europa, non trova la giusta considerazione e la necessaria attenzione. Oggi la UIL è in piazza per lo sciopero generale indetto nel pubblico impiego. La massiccia adesione di personale penitenziario e lo stato di agitazione del personale di polizia penitenziaria ( a cui è impedito per legge di scioperare) stanno a testimoniare la grande amarezza, lo sconforto, la rabbia, la frustrazione di chi quotidianamente è consapevole di dover affrontare una emergenza ordinaria privo di mezzi, strumenti e dotazioni".

 

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