Aggredisce commerciante che non paga il pizzo: in manette esponente del clan Cappello-Bonaccorsi

La polizia ha arrestato per tentata estorsione Andrea Giuffrida, la sua appartenenza al gruppo criminale è stata acclarata nella condanna riportata nell’ambito dell'operazione “Revenge”

Nella mattinata del 12 ottobre la Polizia ha eseguito un'ordinanza di applicazione di misura cautelare di custodia in carcere, nei confronti di Andrea Giuffrida del 1980, pregiudicato, ritenuto responsabile del reato di tentata estorsione aggravata dal metodo mafioso. Gli investigatori hanno ricostruito il tentativo di estorsione commesso dall’indagato lo scorso mese di marzo a danno di un concessionario di motoveicoli del centro cittadino. In quell'occasione, Giuffrida, avvalendosi della forza di intimidazione derivante dall’appartenenza al clan “Cappello – Bonaccorsi”, ha intimato al titolare della concessionaria il pagamento della somma di 5000 euro in contanti, al fine di evitare ulteriori ripercussioni ad opera del gruppo criminale di riferimento.

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Il soggetto non ha esitato, in quella circostanza, ad aggredire violentemente la vittima, costretta a recars al pronto soccorso dove gli è stato riscontrato un trauma facciale e lesioni al cuoio capelluto. Grazie alla decisione della persona offesa di denunciare i fatti alle forze dell'ordine la condotta criminosa non è stata portata a termine. Al Giuffrida è stata inoltre contestata la circostanza aggravante visto che nel periodo in contestazione, era sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con obbligo di soggiorno. Andrea Giuffrida è ritenuto organico al clan Cappello-Carateddi, come evidenziato nella condanna riportata condanna nell’ambito della nota operazione denominata “Revenge”. Il Gip, in seno all’ordinanza ha infatti riconosciuto anche la specifica circostanza aggravante di aver commesso il fatto agendo come appartenente ad una associazione mafiosa.

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