Aggressione omofoba al regista catanese Sebastiano Riso

Il regista, che di recente ha presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, 'Una famiglia', racconta l'aggressione omofoba di cui è stato vittima nell'androne della sua casa romana

"Sul viso, nello stomaco e all'altezza dello sterno. Ieri sono stato colpito tre volte, e tre volte mi sento attaccato: come omosessuale, come regista e come persona. Come omosessuale perché, mentre mi colpivano, mi rivolgevano insulti omofobi". E' così che il regista catanese Sebastiano Riso, che di recente ha presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, 'Una famiglia', racconta l'aggressione omofoba di cui è stato vittima nell'androne della sua casa romana.

Due gli uomini che l'avrebbero avvicinato, picchiandolo ripetutamente. Riso è stato portato poi all'ospedale Fatebenefratelli dove i medici gli hanno riscontrato una contusione della parete toracica addominale e un trauma allo zigomo con edema alla cornea con una prognosi 10 giorni. Ma non sono stati solo i calci e i pugni a fargli male, anche gli insulti omofobi lo hanno ferito profondamente.

La solidarietà di Istituzioni e politici

"Una vergogna assoluta. Il mio affetto, la mia solidarietà e la condanna più totale della violenza e dell'omofobia". Così Matteo Renzi, in risposta a un lettore su Facebook, commenta l'aggressione subita dal regista Riso.

Solidarietà al regista è stata espressa da Fabrizio Marrazzo, portavoce di Gay Center: "E' solo l'ennesima aggressione a sfondo omofobo. Risulta sempre più urgente l'approvazione di norme contro l'omo-trans-fobia da parte delle istituzioni, come già avviene in molti paesi dell'Unione Europea".

La deputata del Pd Fabrizia Giuliani: "Purtroppo, sulla strada dell'affermazione di una piena cittadinanza dei diritti si incontra anche la discriminazione e la violenza omofoba come quella subita da Riso, è certo che le conquiste passano anche da opere di impegno civile come la sua".

La Indiana Production commenta l'accaduto: "Siamo sconvolti e arrabbiati, per una tale violenza in Italia oggi. Il cinema è una delle forme più alte di libertà, questa aggressione è gravissima".

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Rai Cinema: "Si è trattato di un'aggressione contro la sua persona ma anche contro il suo lavoro col quale ha affrontato un tema scomodo".

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