Vittorio Emanuele, lancia una barella contro personale medico e distrugge monitor

L'uomo, per un diverbio sulle modalità di assistenza - dopo essere rimasto nella notte vittima di un incidente stradale - è andato in escandescenze contro gli infermieri e i medici del presidio di emergenza

Resistenza a pubblico ufficiale, violenza e interruzione di pubblico servizio. Per questi reati un trentunenne catanese è stato arrestato e posto ai 'domiciliari' da agenti delle Volanti. I poliziotti erano stati chiamati dal personale medico del Pronto soccorso del Vittorio Emanuele. L'uomo, per un diverbio sulle modalità di assistenza - dopo essere rimasto nella notte vittima di un incidente stradale - è andato in escandescenze contro gli infermieri e i medici del presidio di emergenza e dalle parole è passato ai fatti scagliando violentemente contro il personale una barella e poi distruggendo alcuni monitor salvavita che si trovano all'interno delle postazioni del reparto, per un danno stimato che si aggirerebbe sui 10 mila euro. I medici e le guardie di vigilanza intervenute hanno dovuto faticare per cercare di calmare l'uomo che sembra pretendesse un ricovero per le cure mediche. A quel punto la dirigenza del reparto, visto che l'uomo rischiava di mettere a rischio anche gli altri pazienti che in quel momento si trovavano negli ambulatori ha chiesto l'intervento tempestivo della polizia che è giunta in pochi minuti.

"Solidarietà ai colleghi aggrediti - dichiara Calogero Coniglio, segretario regionale della Fsi-Usae Federazione Sindacati Indipendenti costituente della confederazione Unione Sindacati Autonomi Europei - Tante le nostre richieste di intervento avanzate per risolvere questa problematica, ma nessun risultato. Il Questore, nell'ultimo incontro con il sindacato, aveva dichiarato di voler convocare i direttori generali delle 4 aziende ospedaliere. "Alla luce di questo ultimo caso di aggressione, chiediamo al Questore di istituire un tavolo di sicurezza per la città di Catania composto da direttori generali, prefettura, sindacati, Assessore Ruggero Razza e parti sociali per rivedere i piani sicurezza, sorveglianza, carenza personale ed istituire un posto di polizia. Dove manca la presenza delle Forze dell’Ordine c’è un abbassamento del livello di sicurezza ed un peggioramento della qualità della vita, con la triste conseguenza che spesso il singolo cittadino, paziente, infermiere, medico, ausiliario, o dipendente di servizi pubblici, ne fa le spese perché non viene tutelato neanche dai datori di lavoro, quando invece la legge glielo impone e nessuno interviene a farla rispettare, e diventa vittima costante di preoccupanti fenomeni delinquenziali". "Se lo Stato non è in grado di risolvere questo fenomeno come può il cittadino sentirsi al sicuro. Politici, assessori alla salute, dirigenti della pubblica amministrazione chiedono l'eccellenza dei servizi sanitari e fanno pagelle per valutare la performance dei lavoratori ma quando vengono colpiti nella dignità li dimenticano. Aspettiamo, pertanto, che il Parlamento approvi il disegno di Legge 2908 nato dalle nostre denunce", conclude Salvatore Intravaia.

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