Aggressione al Vittorio Emanuele, Razza: "Compreso il disagio in cui versa la struttura"

L'assessore Razza, dopo l'ennesimo caso di aggressione subita da una dottoressa, si è recato presso il Vittorio incontrando il personale e i medici: "Alle 18:30 avremo, su convocazione del prefetto Riccio, il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica"

"Ho fatto un salto al Vittorio Emanuele di Catania, dove venerdì sera è stata minacciata una dottoressa. Ho incontrato il personale e i medici, assieme ai quali ho potuto comprendere la situazione di disagio in cui versa la struttura. Oggi alle 18:30 avremo, su convocazione del prefetto Riccio, il comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica. Al termine della riunone vi farò sapere la mia opinione, che non anticipo adesso per rispetto del nostro prefetto. Posso solo dire che... una idea me la sono fatta e non c'entrano i modelli organizzativi". E' quanto  dichiarato dall'Assessore Ruggero Razza a seguito del gravissimo episodio di violenza subito da una dottoressa al pronto soccorso dell'ospedale Vittorio Emanuele di Catania.

L'iniziativa del ministro della Salute Giulia Grillo

Dopo quest'ultimo caso di violenza registrato, ancora una volta, presso il Vittorio Emanuele, il ministro Grillo ha annunciato la presentazione di un disegno di legge di iniziativa governativa, per inasprire le pene nei confronti di chi aggredisce un operatore sanitario. ''Come ministero della Salute siamo in contatto col ministero degli Interni per rafforzare la vigilanza delle forze di polizia negli ospedali e nelle strutture sanitarie più a rischio'', ha dichiarato.

I sindacati

“Se non ci fosse stato il poliziotto chissà come sarebbe finita, a conferma che serve il posto di polizia fisso come da noi sempre sostenuto”. E’ quanto dichiara Calogero Coniglio, Segretario Regionale della Fsi-UsaeFederazione Sindacati Indipendenti. “Bene l’intervento del ministro della salute sull’inasprimento delle pene, ma parlare di rafforzare la sorveglianza è stato sostanzialmente quello che si è fatto in questi ultimi 5 anni, ma non ha dato i risultati che ci aspettavamo. Vanno rivisti i piani di sicurezza di tutte le 18 aziende sanitarie siciliane perchè sono stati fallimentari. Al ministro ricordiamo che già in parlamento è stato presentato e giace un disegno di legge nato da 72 denunce di aggressioni negli ospedali siciliani “Il disegno di legge e’ il n. 2908 del 21/9/17 “Disposizioni per garantire la sicurezza, l’ordine pubblico e l’incolumità di cittadini ed operatori sanitari presso le strutture ospedaliere e i presidi ambulatoriali di guardia medica”, su iniziativa dei 16 senatori. Al ministro facciamo presente che le iniziative di protesta della Fsi-Usae, sulla mancanza di sicurezza del personale sanitario nelle strutture sanitarie siciliane sono state denunciate più volte a Procure, Questure, Prefetture, Assessorato regionale della Salute e a Sindaci. Senza risposte.  Oltre a chiedere l’istituzione immediata dei posti di polizia fisso, questa segreteria regionale chiede un incontro urgente al ministro Grillo per informarla della situazione della sanità siciliana e sui retroscena che forse non conosce, per darle degli spunti e il nostro contributo, se gradito, in modo da arrestare questo fenomeno indecente e inaccettabile nei luoghi di cura".

L’Anaao Assomed nelle persone del segretario regionale, Antonino Palermo e della segr. aziendale dell’Aoup Vittorio Emanuele, Rosalia Silvana Latino, oggi pomeriggio, alle ore 15.00, incontrerà il direttore generale dott. Giampiero Bonaccorsi dell'azienda sanitaria, per trovare "soluzioni nell’immediato e porre fine a questa deplorevole e ormai reiterata situazione allarmante. Una condizione che va avanti da troppo tempo e soprattutto ingravescente per la quale, non è più possibile tergiversare ulteriormente", dichiara il sindacato.

"In Sicilia, solo negli ospedali, sono già tredici le aggressioni in appena 4 mesi, e non ci sono ancora provvedimenti nazionali concreti a tutela del personale sanitario del Ssn contro questi fenomeni di violenza ormai sistematici". Questa la ferma denuncia dello Smi Sicilia. “Eppure sui media si parla solo di disegni di legge, oltretutto parziali e ancora da approvare, come se questi fossero la panacea di tutti i mali - sottolinea Paolo Carollo, segretario regionale Smi- va bene rendere più efficace lo status di pubblico ufficiale per i medici e gli operatori sanitari in servizio, ma non basta. Servono interventi immediati, anche simbolici, che restituiscano alla sanità pubblica autorevolezza e ai medici (e non solo) il rispetto che meritano. Gli ospedali, gli ambulatori, soprattutto quelli di guardia medica, i Pronto Soccorso, non devono essere percepiti come la terra di nessuno, dove tutto è permesso”.

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