Agguato mafioso a Ravenna, colpi di pistola contro artigiano catanese: un arresto

Arrestato un 57enne originario di Misterbianco accusato di essere il protagonista dell'agguato verificatosi a Faenza nel 2009, nei confronti di un artigiano catanese. Vennero sparati in quell'occasione colpi di arma da fuoco. Uno sgarbo nei subbappalti il movente

Agguato mafioso a Faenza: fu per uno sgarbo nei subappalti. Un arrestoEseguito un arresto per il drammatico agguato che si verificò a Faenza l’8 luglio 2009, nei confronti di un artigiano catanese. Quest’ultimo, uscito di casa per andare al lavoro, era stato affrontato da uno sconosciuto, con cappellino e occhiali scuri, armato di pistola, che gli aveva esploso contro diversi colpi, ferendolo ad un braccio e ad un piede. La vittima era stata poi ricoverata all’ospedale di Faenza per essere sottoposto ad un intervento chirurgico.

Un agguato in puro stile mafioso che, grazie ad un certosino lavoro delle forze dell’ordine, è stato ricostruito fino alla cattura del presunto estorsore. Gli investigatori della Polizia di Stato e dell’Arma dei Carabinieri hanno arrestato un 57enne originario di Misterbianco, residente ad Imola (BO), di cui le stesse forze dell’ordine non hanno divulgato il nome. I reati contestati sono la tentata estorsione aggravata, detenzione e porto di armi e tentato omicidio con l’aggravante del metodo mafioso.

All’esito della complessa fase degli accertamenti è emerso come l’aggressione armata sia maturata a seguito di conflitti relativi all’assegnazione di lavori in sub appalto all’interno di una grande società di meccanica industriale del bolognese, ove erano attive le imprese riconducibili all’arrestato ed alla vittima. Il tentato omicidio è risultato collegato ad un contesto più ampio con radici in Sicilia. Nel corso delle indagini è emerso come fossero presenti contatti tra esponenti del gruppo catanese con referenti residenti in diverse province e come l’operazione appena conclusasi abbia reciso un forte legame tra l’Emilia Romagna e referenti di un gruppo criminale di stampo mafioso siciliano.

Quale sarebbe stata la colpa del 57enne? Non aver rispettato le regole del gruppo operante da anni in Emilia Romagna sia le regole imposte secondo la logica mafiosa per il reclutamento della manodopera e dell’appalto di commesse.


 

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