Trend positivo per il comparto olivicolo: bisogna valorizzare l'agricoltura siciliana

Il tema sarà trattato al Brumi Day che si terrà il 14 settembre presso Radice Pura a Giarre

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di CataniaToday

L'agricoltura in Sicilia necessita di una meccanizzazione per rimanere al passo con una domanda in crescita e che non riesce attualmente a coprire. In particolare il comparto olivicolo gode di una condizione favorevole, divenendo fondamentale la valorizzazione di sistemi produttivi delle nostre aziende locali. "Il fabbisogno di olio di oliva nel mercato italiano è maggiore a quello prodotto, e proprio per questo motivo si intravvedono spazi di crescita del settore. La richiesta del nostro olio di oliva da parte dei mercati internazionali è elevata, ed il trend è sempre in crescita. Bisogna puntare sulla qualità, ridurre i costi di produzione, e incidere sui costi della raccolta, che è fra le operazioni che indice moltissimo sul costo finale del prodotto" dichiara Corrado Vigo, presidente dell'Ordine dei Dottori Agronomi della provincia di Catania. I sistemi di meccanizzazione sono fondamentali per ridurre i costi e massimizzare la produzione, in prima fase nel processo di raccolta stessa delle olive. "La raccolta delle olive rappresenta la voce di costo più alta di tutta la filiera olivicola: tale operazione incide mediamente con un costo pari a circa il 50% del valore del prodotto e comporta un notevole abbattimento del reddito per l’olivicoltore. Negli oliveti convenzionali e nelle aziende medio piccole il progresso oggi più evidente nella fase di raccolta è costituito dall’impiego di agevolatori quali pettini pneumatici, elettrici o a motore endotermico che consentono l’asportazione di quasi tutto il prodotto dalla pianta, con un aumento della produttività 20 volte rispetto alla raccolta manuale" sostiene Matteo Pitanza, giovane erede della storica azienda Brumi produttrice di macchinari agricoli. L'argomento verrà trattato ampiamente giorno 14 settembre al Brumi Day, evento organizzato dall'azienda Brumi, che si svolgerà presso la suggestive location di Radice Pura a Giarre in occasione del Garden Festival. L’evento prevede visite guidate alle opere del Garden Festival, dimostrazioni dei macchinari aziendali, momenti musicali e catering offerto da aziende d’eccellenza del territorio. E proprio in questo contesto, grazie alla collaborazione della Federazione Coldiretti Catania, Confagricoltura Catania e dell'Ordine dei Dottori Agronomi della provincia di Catania, saranno presentate le stime di previsione per la campagna olivaria 2017. "BRUMI day 2017 vuole promuovere un “fondato” ottimismo e, nonostante le condizioni meteo non favorevoli dei mesi trascorsi, e la siccità in primis nella quasi totalità del territorio italiano, si sbilancia nell’annunciare un 2017 che invertirà la tendenza per la nostra produzione ed una sicura traduzione positiva commerciale, anche alla luce delle nuove opportunità che i mercati stanno offrendo ad uno dei prodotti più tipici delle nostre terre" spiega Matteo Pitanza. Agevolare l’agricoltura di qualità, quella non intensiva, valorizzando la viticoltura dell’Etna, le produzioni ragusane e l’olivocoltura messinese è la mission dell'azienda Brumi che dal 1955 si occupa della produzione di macchine agricole professionali, dalle motozappe, motocoltivatori e motofalciatrici agli scuotitori, progettate perseguendo la qualità come unico valore. Azienda di riferimento nel settore da 60 anni, nata dall'intraprendenza del suo fondatore Matteo Pitanza, Brumi si è ampliata fino a servire una domanda sempre più internazionale. Tra i suoi macchinari d'avanguardia prevalgono nell'ultimo decennio le macchine per la raccolta delle olive volte a valorizzare l'agricoltura del territorio. Dal 2016 il giovane nipote Matteo rilancia l'azienda con nuove funzioni aziendali e un'impronta innovativa che punta come sempre sulla qualità e il rispetto dell'ambiente.

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