Agricoltura, i sindacati alle associazioni datoriali: "Si sblocchi il rinnovo dei contratti provinciali"

Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno indetto una giornata di mobilitazione per chiedere di concertare il nuovo strumento e per evidenziare ancora il forte tasso di lavoro nero nel settore

Da sinistra: Manca (Fai Cisl), Russo (Flai Cgil) e Marino (Uila Uil)

Dopo i duri mesi contraddistinti dal coronavirus e dal lockdown il settore primario ha riacquisito, agli occhi della pubblica opinione, una rinnovata importanza. Si tratta di un settore fondamentale per l'economia italiana e, in particolare, per quella siciliana. L'agricoltura, però, vive problemi atavici e in primis spiccano quelli dei lavoratori del settore. Così i sindacati isolani Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil hanno indetto una giornata di mobilitazione nazionale facendo sentire la loro voce, in Sicilia attraverso una conferenza stampa in diretta web, sul delicato tema del mancato rinnovo dei contratti provinciali di categoria.

La giornata di mobilitazione è servita per rivendicare i diritti di coloro i quali, nel caldo cocente delle serre del ragusano o sotto il solo cocente degli agrumenti della Piana di Catania o della Conca d'Oro, lavorano per garantire l'arrivo di prodotti freschi e genuini sulle nostre tavolo per un pugno di euro e, in molti casi, senza tutela alcuna.

Lo sfruttamento in agricoltura

Secondo le stime delle sigle sindacali sono 145mila gli operai agricoli censiti in Sicilia, almeno 70mila quelli sfruttati in nero e oltre il 30% dei "regolari" non raggiunge neppure i contributi per 51 giornate annue. Così, portando come simbolo dell'iniziativa Adnan Siddique (il 32enne pakistano assassinato a Caltanissetta dopo che aveva denunciato i caporali), Pierluigi Manca (Fai Cisl), Tonino Russo (Flai Cgil) e Nino Marino (Uila Uil) hanno chiesto come primo punto la ripertura immediata del confronto per i nuovi contratti provinciali di categoria, in attesa di rinnovo ormai da sei mesi.

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"I tavoli di trattativa - ha spiegato nel corso della conferenza stampa Manca - erano stati interrotti anche a causa dell'emergenza Covid19. Adesso vogliamo richiamare le parti datoriali per riaprire la trattiva perché serve trovare soluzioni per l'agricoltura e dare il giusto riconoscimento ai lavoratori del settore".

Infatti l'iniziativa, ribattezzata Cplday, intende sottolineare la centralità e il valore della contrattazione provinciale per dare risposte a tutti i lavoratori agricoli. Una delle piaghe spesso emerse sull'isola è quella del caporalato e un'apposita legge ha avuto sinora il compito di contrastare lo sfruttamento del lavoro nei campi. Su questo versante i sindacati hanno chiesto, nell'ottica del rinnovo contrattuale, la definizione del costo del trasporto degli operai agricolo sui luoghi di lavoro e la sua ripartizione con le aziende, oltre che la piena attuazione dell'accordo-quadro per il contrasto alle molestie e alla violenza nel settore.

"I contratti - ha aggiunto Nino Marino - debbono essere frutto di una cabina di regia e possono divenire uno strumento operativo di controllo. La direzione deve essere quella di tutela del lavoro e delle aziende sane, isolando le aziende "pirata". Dobbiamo riuscire a monitorare le aziende e gli appalti delle cooperative senza terra anche attraverso apposite banche dati in sinergia con Inps e Ispettorato del Lavoro".

Il problema della filiera

Come ha evidenziato Tonino Russo in Sicilia l'agricoltura, con il turismo e i beni culturali, rappresenta un patrimonio importantissimo da tutelare, ma ancora oggi le imprese del settore sono costrette a convivere con le "imposizioni" sul prezzo della grande distribuzione e con la concorrenza dei paesi esteri.

"In Sicilia la produzione lorda in agricoltura - ha spiegato l'esponente della Flai Cgil Russo - nel 2018 è arrivata a 4,7 miliardi di euro nonostante tutte le difficoltà, anche infrastrutturali, che abbiamo. Le azione bio siciliane sono al primo posto in Italia e per queste ragioni è necessario tutelari i lavoratori e il settore. Servono strumenti per tutelare chi sta nelle campagne e per questo abbiamo chiesto alla Regione una legge anti caporalato che comprenda le caratteristiche delle nostre aziende e del territorio".

Anche sulla filiera Russo ha evidenziato i "troppi passaggi che condizionano il prezzo" ed ha richiamato la legge 199 che premia e supporto la "rete del lavoro agricolo di qualità": "La grande distribuzione organizzata dovrebbe acquistare dalle aziende che sono in questa rete dando valore alle imprese sane che rispettano i diritti dei lavoratori. Inoltre queste aziende possono essere avvantaggiate con punteggi maggiori per il Psr e altri canali di finanziamenti. E' uno strumento per combattere l'illegalità".

I tre esponenti sindacali hanno concordato sul fatto che la politica non abbia saputo dare una "direzione" all'agricoltura siciliana poiché sono mancati strumenti tesi a favorire l'aggregazione delle imprese, le op, i marchi di qualità ed è mancata una promozione tesa a dare identità e riconoscibilità internazionale del prodotto siciliano.

Le richieste

Un'altra richiesta avanzata da Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil è quella relativa all'insediamento e alla piena operatività degli Osservatori Regionali necessari per armonizzare i contratti provinciali, eliminando le differenze più eclatanti di inquadramento. Da qui la proposta di creare un unico organismo bilaterale per ciascuna provincia in cui unificare le funzioni attualmente distribuite nei diversi organismo e a cui attribuire ancue nuovi compiti.

Inoltre nella loro piattaforma i sindacati prevedono il sostegno alla maternità e paternità attraverso misure quali il bonus bebé, il rimborso spese per gli asili nido e l'istruzione e il sostegno agli operai agricoli a tempo indeterminato che sono stati licenziati. "Cia, Coldiretti e Confagricoltura - concludono Manca, Russo e Marino - avviino immediatamente la contrattazione con i sindacati per varare i rinnovi contrattuali. Vanno garantiti i diritti di una categoria che opera in un settore fondamentale per la Sicilia e l'Italia e che durante l'emergenza pandemica ha ancora una volta dimostrato di essere indispensabile".

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