Licenziato il medico che aveva detto NO al referto medico di Lombardo

Il 17 maggio 2010 aveva deciso di non apporre la propria firma sul referto medico con il quale i suoi colleghi diagnosticavano al presidente della Regione un "aneurisma aortico"

Lo scorso lunedi, il dottor Alberto Lomeo, responsabile del reparto di chirurgia vascolare dell'ospedale Cannizzaro di Catania è stato licenziato. Il motivo di tale provvedimento si suppone  sia dovuto a quanto accaduto il 17 maggio 2010 quando decise di  non apporre la propria firma sul referto medico con il quale i suoi colleghi diagnosticavano al presidente della Regione un “aneurisma aortico”.

Secondo il dott. Lomeo non esisteva alcun esame che giustificasse una diagnosi simile, denunciando l'accaduto alla Procura. In quei giorni Raffaele Lombardo era indagato per concorso esterno in associazione mafiosa.

Lunedì la conclusione del rapporto di lavoro per "comportamento contrario alla correttezza ed alla lealtà", come scritto nella lettera di licenziamento .

Per comprendere meglio la supposizione di questo licenziamento, riportiamo una lettera scritta dallo stesso dott. Lomeo qualche giorno fa.

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"Nonostante nessun giornalista della Sicilia o delle televisioni ad essa collegate mi abbia mai interpellato sulla vicenda,(come mai?) vorrei precisare meglio i contorni di questa triste storia che ha assunto rilievi altisonanti solo grazie al tentativo di insabbiare la vicenda da parte dell’amminisrazione dell’Ospedale Cannizzaro. Un bel giorno compare sul mio tavolo per la firma una cartella di day hospital con relativa SDO redatta e firmata da un mio collaboratore che attestava la diagnosi di “Aneurisma dell’Aorta Ascendente” a carico del Presidente della Regione, collaboratore che non mi aveva fatto menzione del fatto, come la legge , la prassi e la ragione avrebbe consigliato. Io ho studiato la cartella e i documenti allegati arrivando, purtroppo, alla conclusione che il mio collaboratore si era sbagliato. Ho chiesto alla mia segretaria come fare per correggere la cosa(abbiamo una cartella informatizzata) e lei mi ha spiegato che dovevo rivolgermi in direzione sanitaria perchè la SDO era già stata inviata per via telematica.
Trovandomi nella penosa condizione di non poter firmare la cartella(perchè errata era la diagnosi) e nella situazione di non poter “non firmarla” senza denunciare il fatto, su consiglio di un legale amico ho comunicato l’errore alle Direzioni dell’Azienda e, in via cautelativa alla procura della Repubblica, come ogni scrupoloso e responsabile cittadino dovrebbe fare. Le direzioni non hanno fatto nulla tranne inviarmi una lettera di minacce per il mio operato; come sia arrivata la mia lettera e la SDO relativa ai giornali non mi è dato sapere, certo è quantomeno strano che l’Azienda Cannizzaro abbia deciso di formare una commissione d’inchiesta dopo la pubblicazione e non prima, nonostante la gravità della cosa. Non vi sembra grave che chi compie il proprio dovere debba giustificarsi mentre in tanti tentino di insabbiare un pericoloso errore
?"

 

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