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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Cronaca

Riaperte le indagini sulla morte di Scopelliti,nel mirino la mafia catanese

Dietro il delitto, secondo quanto avrebbe riferito al procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo il pentito catanese Maurizio Davola - che nell'estate scorsa fece ritrovare il fucile usato per l'agguato - vi sarebbe stata un'alleanza mafia-'ndrangheta

La Dda di Reggio Calabria ha indagato 17 tra boss e affiliati a mafia e 'ndrangheta per l'omicidio del sostituto procuratore generale della Cassazione Antonino Scopelliti, ucciso il 9 agosto 1991 in località "Piale" di Villa San Giovanni. Dietro il delitto, secondo quanto avrebbe riferito al procuratore aggiunto Giuseppe Lombardo il pentito catanese Maurizio Davola - che nell'estate scorsa fece ritrovare il fucile usato per l'agguato - vi sarebbe stata un'alleanza mafia-'ndrangheta perché si temeva il giudizio della Cassazione sul maxiprocesso a Cosa nostra e altri boss siciliani. Anche Messina Denaro, tra gli indagati, avrebbe partecipato al summit dei boss che si svolse a Trapani. Indagati anche Marcello D'Agata, Aldo Ercolano, Eugenio Galea, Vincenzo Salvatore Santapaola, Francesco Romeo e Maurizio Avola, e i vertici della 'ndrangheta Giuseppe Piromalli, Giovanni e Paquale Tegano, Antonino Pesce, Giorgio De Stefano, Vincenzo Zito, Pasquale e Vincenzo Bertuca, Santo Araniti e Gino Molinetti.

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