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Mercoledì, 7 Dicembre 2022
Cronaca

Altro concerto vietato a Niko Pandetta: "Io ero un criminale, non un mafioso. Ora sono un cantante"

Ancora uno stop per il trapper siciliano Niko Pandetta. Il questore di Rieti, Mauro Fabozzi, ha vietato per motivi di ordine e sicurezza pubblica, il concerto in programma il 10 settembre a Poggio Mirteto nell'ambito di un evento musicale con alcuni Dj e mille spettatori previsti

Ancora uno stop per il trapper siciliano Niko Pandetta. Il questore di Rieti, Mauro Fabozzi, ha vietato per motivi di ordine e sicurezza pubblica, il concerto in programma il 10 settembre a Poggio Mirteto nell'ambito di un evento musicale con alcuni Dj e mille spettatori previsti. Non è il primo concerto vietato a Vincenzo Pandetta, in arte "Niko", che non potrà esibirsi neanche domani al Moo-Kuna Festival di Cipressa (Imperia). A scatenare il caso è stata l'associazione Libera, che ha puntato il dito contro l'artista per aver dedicato allo zio - il boss catanese Salvatore Cappello, al 41bis dal 1993 - una canzone dal titolo "Dedicata a te".

"Io non sono a favore della mafia e non sono contro lo Stato e la legalità. Nei testi racconto il mio disagio personale e la mia storia che non ho mai nascosto dietro veli di ipocrisia. Io ero un criminale, non un mafioso. Ora sono un cantante, non un mafioso". Con un post pubblicato sul proprio profilo Instagram, il trapper siciliano, chiarisce la sua posizione. "Mentre discutete di quanto io sia mafioso e cercate di impedirmi di lavorare, io faccio parlare i miei sacrifici: Pistole nella Fendi è disco d'oro - prosegue -. Ringrazio tutti quelli che hanno partecipato al progetto e tutti i fan che mi sostengono sempre e comunque. Quando smetterete di combattere una guerra che non esiste e aprirete gli occhi chiamatemi".

Il Questore di Rieti ha deciso di vietare lo show a Poggio Mirteto, dopo le criticità emerse dalla riunione del Comitato Provinciale per l'Ordine e la Sicurezza Pubblica, presieduto dal Prefetto. I testi delle sue canzoni, sottolinea il questore, "fanno esplicito riferimento, esaltandole, ad azioni criminose e contesti delinquenziali, tipici di organizzazioni criminali di stampo mafioso e che lo hanno anche reso destinatario del cosiddetto Daspo Willy, per la durata di un anno, a causa di un episodio avvenuto a Catania lo scorso mese di aprile". Da qui lo stop al concerto "sia per la carenza della documentazione necessaria per lo svolgimento di manifestazioni pubbliche e delle relative autorizzazioni della Commissione di Vigilanza sui Pubblici Spettacoli", sia perchè l'area prescelta, un centro sportivo, "è adibita esclusivamente a manifestazioni sportive e non musicali". Inevitabili, per il questore, "le gravi ripercussioni per l'ordine e la sicurezza pubblica in una piccola cittadina non abituata a gestire la presenza di simili personaggi ed a messaggi fuorvianti e fortemente diseducativi". Gli organizzatori hanno annullato l'intero evento musicale.

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