Ambiente, Provincia: cementificare l’Oasi del Simeto sarebbe uno scempio

"Cementificare l'Oasi del Simeto sarebbe uno scempio". A dichiararlo, durante la conferenza tenutasi stamattina alla Provincia regionale di Catania, è stato il Comitato tecnico scientifico dopo aver esaminato il progetto PRUSST

“Cementificare l’Oasi del Simeto sarebbe uno scempio”. A dichiararlo, durante la conferenza tenutasi stamattina alla Provincia regionale di Catania, è stato il Comitato tecnico scientifico dopo aver esaminato il progetto PRUSST “ Le economie del Turismo” del Comune di Catania e quello della ditta ATI Portnall italiana S.p.a. “Vivere la natura dell’Oasi del Simeto”.

Parte un secco no dalla Provincia che, in qualità di Ente gestore della Riserva orientata Oasi del Simeto, non vuole avallare un progetto proposto dal Comune di Catania e da imprenditori privati, che comprometterebbe l’area umida e verde di una zona protetta.

“Dobbiamo riqualificare e tutelare l’area del Simeto – dichiara il Presidente, Giuseppe Castiglione, assente alla conferenza per motivi istituzionali – in quanto rappresenta un sito d’importanza comunitaria e luogo di migrazione per oltre duecento specie di uccelli tra stanziali e migratori. La cementificazione della zona – continua Castiglione – potrebbe compromettere la loro presenza in Sicilia e nel resto d’Europa. Utilizzeremo tutti gli strumenti disponibili per evitare qualsiasi tipo di scempio, affiancati e confortati dagli illustri e qualificati consulenti che compongono il comitato tecnico scientifico, insieme all’assessore Rotella che è garante dell’espletamento dei compiti affidatigli dalla Giunta”.   

Al fianco del Presidente in questa battaglia è, infatti, l’assessore alle Politiche dell’Ambiente e Territorio, Mimmo Rotella, che ritiene sia impensabile che un privato indichi le leggi da applicare ad un bene dell’umanità come l’Oasi; soprattutto senza avvisare l’Ente preposto alla sua tutela.

“La Provincia è il gestore della riserva e non era a conoscenza del progetto PRUSST del Comune di Catania – dice l’assessore Rotella -; la notizia l’ho appresa tramite i quotidiani e ho subito richiesto il testo per sottoporlo alla valutazione del Comitato tecnico scientifico”.

Il Comune di Catania dovrebbe, secondo l’assessore Rotella, prestare maggiore attenzione alle aree di sua competenza, come la zona B situata all’interno dell’Oasi, per le quali era stato stilato dodici anni fa un piano di riqualificazione non ancora applicato, ma già pagato. Per il progetto, curato da consulenti esterni, sono stati già finanziati cinquecento milioni delle vecchie lire. Rotella, dunque, boccia il progetto ritenendo inammissibile autorizzare i piani proposti da un privato a favore di un dissesto idrogeologico e di una cementificazione selvaggia che porterebbe alla scomparsa delle aree umide.
“Il piano particolareggiato della zona A è di competenza della Provincia di Catania – sostiene l’assessore – e il Comitato, insidiatosi da meno di un anno, ha già realizzato il 70% del progetto che conta di ultimare entro l’estate. Il Comune di Catania dovrebbe attuare la stessa politica per il piano B e revocare la conferenza di servizi alla quale, tra l’altro, l’Ente provinciale non era stato invitato pur essendo il gestore”.      

Alla conferenza stampa hanno partecipato Giuseppe Consolante, del GRE Gruppo ricerca ecologica; Salvatore Raciti, il dirigente provinciale all’Ambiente; l’assessore all’Ecologia e Ambiente, Mimmo Rotella; Marisa Vicinguerra geologo dell’Università di Catania; Benedetto Caruso della Soprintendenza; Susanna Simone dell’Ispettorato ripartimentale delle Foreste di Catania; e il responsabile delle Riserve naturali per la Provincia, Gaetano Torrisi, in presenza di diversi proprietari di immobili della zona interessata.

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