Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca

"Ambulanza della morte", iniettavano aria nelle vene dei malati gravi: ergastolo per il barelliere

La tecnica, contesta la Procura di Catania, era quella di iniettare a pazienti terminali un'iniezione d'aria nelle vene, nel tragitto su ambulanze private dall'ospedale a casa, procurando il loro decesso per embolia gassosa e sostenendo che erano morti per cause naturali

La prima Corte d'assise di Catania ha condannato all'ergastolo Davide Garofalo, 46 anni, a conclusione del processo di primo grado per omicidio aggravato e estorsione aggravata dal metodo mafioso scaturito dall'inchiesta sulla cosiddetta 'ambulanza della morte'. L'imputato, in qualità di barelliere, è accusato di avere ucciso, tra il 2014 e il 2016, tre persone.

Le vittime erano pazienti gravi a cui, secondo, l'accusa, avrebbe iniettato aria nelle vene per causarne il decesso. La Procura, con il pm Andrea Bonono, aveva chiesto la condanna dell'imputato a 30 anni di reclusione.

L'inchiesta della Procura di Catania è scaturita da un servizio de 'Le Iene'. Nell'ambito dello stesso procedimento e' imputato, per un altro decesso, il barelliere Agatino Scalisi, ma il processo, che pure si celebra con il rito abbreviato, non è stato ancora definito. La tecnica, contesta la Procura di Catania, era quella di iniettare a pazienti terminali un'iniezione d'aria nelle vene, nel tragitto su ambulanze private dall'ospedale a casa, procurando il loro decesso per embolia gassosa e sostenendo che erano morti per cause naturali.

Obiettivo era guadagnare i 200-300 euro di 'regalo' che la famiglia gli avrebbe dato per la 'vestizione' della salma. Soldi che sarebbero stati poi divisi con i clan mafiosi di Biancavilla e Adrano. Sul caso hanno indagato i carabinieri della compagnia di Paternò e del comando provinciale di Catania.

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