Il Comune di Gravina rimuove cucce per randagi: è polemica

Il sindaco Massimiliano Giammusso interviene sulla polemica sorta sui social media dopo la rimozione di due cucce per cani randagi, depositate senza autorizzazione su un'area pubblica

Le cucce sequestrate nel post del gruppo Facebook "Amici Pelosi"

E' polemica a Gravina e sui social dopo la decione presa dall'amministrazione comunale, di rimuovere le cucce per i randagi che alcuni volontari avevano posizionato senza autorizzazione in via del Carabiniere. Un atto dovuto, secondo l'amministrazione, che però non è andato a genio agli animalisti, che hanno scritto decine di commenti negativi al post dei volontari di "Amici pelosi". I volontari hanno già fatto richiesta per la restituzione dei ricoveri portati via, annunciando di voler richiedere regolare autorizzazione per prendersi cura dei randagi, posti per legge sotto tutela e responsabilità del Comune.

Il Sindaco si difende

"La nostra amministrazione è in prima linea nella tutela del benessere degli animali e non accetta lezioni da nessuno, sopratutto da chi vigliaccamente e senza cognizione di causa lancia accuse e diffamazioni che non hanno nulla a che vedere con la difesa dei diritti degli animali". Con queste parole il sindaco Massimiliano Giammusso interviene sulla polemica sorta sui social media a seguito dell'intervento di rimozione di due cucce per cani randagi, depositate senza alcuna autorizzazione su un'area pubblica.

I dettagli della vicenda

A spiegare i dettagli dell'intervento è stato il vicesindaco Rosario Condorelli. "A seguito di numerose segnalazioni pervenute sulla persistente presenza di alcuni cani randagi in un'area parcheggio di via del Carabiniere, è stato disposto dall'Ufficio Igiene un accertamento della polizia municipale effettuato in data 16 dicembre 2019. Gli agenti hanno constatato la presenza di due cucce, non autorizzate, sul suolo pubblico. L'evidenza della situazione igienico-sanitaria ha richiesto dunque la rimozione delle stesse che sono adesso custodite presso il deposito comunale. Contestualmente – ha continuato – abbiamo attivato tutte le procedure per verificare lo stato di salute dei cani presenti, a tutela del loro benessere e della salute pubblica. Abbiamo inoltre già incontrato i volontari che hanno chiesto notizie in tal senso iniziando con loro un confronto costruttivo sui prossimi interventi".

Annunciate azioni legali

"Il nostro obiettivo è quello di gestire il fenomeno del randagismo nel rispetto delle regole – ha spiegato ancora il sindaco Giammusso - ricordo che proprio il nostro Comune ha coordinato, in qualità di capofila del Distretto Socio Sanitario, la riunione operativa per l'attuazione del piano straordinario regionale per il randagismo, tenutasi il marzo scorso. Nel nostro Comune è attivo l'Ufficio diritti degli animali che fornisce il servizio gratuito di microchippatura, effettuato dal personale veterinario dell'Asp, secondo il calendario in vigore ogni primo sabato del mese dalle 08.30 alle 11.30 e che rappresenta il punto di riferimento per tutti i Comuni del Distretto socio-sanitario. È attivo inoltre un presidio anti randagismo gestito dal C.e.v. (centro europeo volontari) in convenzione con il Comune che si occupa della sterilizzazione e dell'assegnazione dei randagi presenti sul territorio comunale. Siamo stati inoltre tra i primi Comuni ad approvare in consiglio comunale la mozione “Chi adotta un randagio non paga la Tari” e stiamo adesso lavorando al regolamento per l'attuazione, proprio per incentivare con sgravi fiscali i cittadini che volessero accogliere e prendersi cura di un cane randagio. Su questi dati di fatto incontrovertibili si basa la nostra azione amministrativa. Devo constatare purtroppo che l'analfabetismo funzionale sta diventando una vera e propria emergenza nazionale, sempre più spesso assistiamo infatti a fenomeni che travalicano la libera manifestazione del pensiero: su questo tema delicato, facendo seguito all'iniziativa dell'Anci e nell'ambito del Consiglio regionale Anci di cui faccio parte, inizieremo una campagna dedicata alla corretta educazione digitale. Invito tutti i “leoni da tastiera”, che nelle ultime ore si sono sbizzarriti nei commenti, a venirne a discutere di persona, visto che non ci siamo mai sottratti al confronto. Sarò lieto di dare loro tutte le spiegazioni del caso. L'amministrazione sta comunque vagliando tutte le segnalazioni raccolte e ritenute lesive della nostra reputazione, finita dentro il calderone dell'isteria che corre sui social media, valutando eventuali azioni legali a nostra tutela".

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