Ammortizzatori sociali: sit-in davanti Ufficio provinciale del Lavoro

Cgil, Cisl e Uil, hanno manifestato davanti l'Ufficio Provinciale del Lavoro in via Coviello 6, contro la sospensione degli ammortizzatori sociali in deroga. A manifestare, numerosi lavoratori catanesi rimasti senza lavoro

Cgil, Cisl e Uil, questa mattina, hanno manifestato davanti l’Ufficio Provinciale del Lavoro in via Coviello 6, contro la sospensione degli ammortizzatori sociali in deroga. A manifestare, numerosi sono stati i lavoratori catanesi rimasti senza lavoro.

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Il sit-in è stato organizzato in occasione della Giornata nazionale contro il Precariato. La manifestazione di via Coviello è, infatti, frutto di una scelta mirata attraverso la quale precari e sindacalisti mirano a dare consistenza alla loro protesta contro le procedure adottate dalla Regione che hanno portato alla sospensione degli ammortizzatori in deroga per il 2012. I lavoratori chiedono un incontro col direttore dell’Ufficio Provinciale per  lo sblocco immediato  delle procedure.

I segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Luisa Albanella, Giuseppe Foresta e Rosario Laurini, sottolineano che la sospensione è stata notificata, con lettera, “dal Dirigente generale dell’Assessorato Regionale della famiglia, delle Politiche Sociali e del Lavoro, inviata a tutti gli uffici provinciali del lavoro della Sicilia, lo scorso 27 aprile,  e rappresenta , per CGIL,CISL E UIL  provinciali,  un atto incomprensibile e inaccettabile che colpisce esclusivamente e drammaticamente le lavoratrici e i lavoratori già fin troppo penalizzati, dalla crisi e che hanno subito i licenziamenti.

Nella provincia di Catania dove sono oltre 3.000 i lavoratori interessati, più di 12.000 in tutta la Regione e dove la pesantissima crisi economica ogni giorno continua a tagliare centinaia di posti di lavoro, il ricorso agli ammortizzatori sociali in deroga è fondamentale perché rappresenta  l’unica forma di sostegno al reddito  capace  di garantire  un minimo di sopravvivenza ai lavoratori ed alle loro famiglie.

"Scegliere di bloccare l’iter procedurale delle intese istituzionali  vanifica, inoltre, tutti gli sforzi fin qui  realizzati con l’obiettivo  di snellire i tempi troppo lenti delle procedure, fra l’altro  inaccettabili perché in moltissimi casi l’indennità di mobilità in deroga  è stata percepita  dai lavoratori  beneficiari  anche dopo un anno dalla maturazione del diritto", si legge in una nota della Cgil.
 

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