Amt, ex presidente Puccio La Rosa: "Qualcuno ha voluto bloccare il nostro lavoro"

Dopo l'archiviazione del sindaco Enzo Bianco dalle accuse di abuso di ufficio per la nomina di Puccio La Rosa come presidente della partecipata del trasporto pubblico, i protagonisti della vicenda commentano la decisione. La Rosa: "Soddisfatto". Messina: "Non aveva i titoli, avevamo ragione"

Una denuncia, da qualche parte, era pur partita. Si parla della nomina dell'allora presidente dell'Amt Puccio La Rosa, considerato da alcuni senza requisiti per poter ricoprire il ruolo di vertice della partecipata del Comune e, per questo, al centro di un presunto abuso d'ufficio da parte del sindaco Enzo Bianco. Accuse ritenute sostanzialmente infondate e, per questo, accantonate dal sostituto procuratore della Repubblica Fabio Regolo che, nella richiesta di archiviazione presentata al gip Cariolo, ha spiegato come il primo cittadino abbia "agito nell'esclusivo interesse pubblico nel nominare Puccio La Rosa".

Come ricorda oggi Bianco sulla propria pagina Facebook, il magistrato ha sottolineato che "dopo aver chiesto un parere al Collegio di Difesa sui requisiti di La Rosa" il sindaco aveva "chiesto una convocazione del cda e poi ottenuto le dimissioni del presidente dell'Amt, puntualmente presentate". Il giudice per le indagini preliminari, nell'accogliere la richiesta del pm, conclude che in questi comportamenti del sindaco non è stato rilevato alcun "atto di favoritismo, né alcun elemento comprovante la volontà di procurare un ingiusto profitto o di arrecare un ingiusto danno". 

"Sono pienamente soddisfatto - spiega Puccio La Rosa a CataniaToday - perché anche un giudice ha attestato che abbiamo operato in modo esemplare, e che si stava salvando l'azienda". Dispiace che qualcuno - aggiunge -  per questioni di natura politica, abbia bloccato un lavoro virtuoso e importante che si stava facendo per la città e per l'azienda". Il riferimento, neanche tanto velato, è al consigliere Manlio Messina che sollevò la questione in Consiglio comunale parlando di una "forzatura dello statuto Amt da parte del sindaco di Catania" per far insediare La Rosa, ritenuto da lui senza "adeguato titolo di studio" per la funzione da svolgere.

"Non voglio entrare nel merito delle presunte illegalità - chiarisce Messina a CataniaToday -  Abbiamo sempre detto che il presidente nominato non aveva i requisiti e mi pare che questo aspetto non venga smentito. Che poi la nomina sia stata fatta per interessi pubblici o privati onestamente non ci interessa". "Cosi come previsto dal collegio di difesa e dallo statuto - conclude Messina - La Rosa non aveva i titoli, e noi questo abbiamo sempre sollevato. Ci fa piacere che non siano stati riscontrati reati ma il nostro era un tema sia politico che amministrativo". 

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