Amt, lavoratori e sindacati preoccupati per il futuro dell'azienda

I sindacati: "Tutto il personale di Amt Catania spa è preoccupato per il presente e per il futuro di un’azienda che allo stato sembra priva di una reale direzione da seguir

"L’Amt era il fiore all’occhiello del Comune di Catania, oggi è un’azienda abbandonata, senza una catena di comando e che rischia il fallimento o di essere travolta dalla prossima apertura dei mercati del trasporto locale. È ora che l’amministrazione comunale si apra al confronto e dica parole chiare sul futuro che vuole dare all’azienda e ai lavoratori. Speriamo che lo faccia il sindaco Pogliese che ci ha convocati informalmente per il pomeriggio di martedì 26 febbraio". Sono le parole dei lavoratori dell’Amt spa, la partecipata del Comune per il trasporto pubblico locale, che ieri sono scesi in piazza con le organizzazioni sindacali di Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Faisa Cisal in occasione di uno sciopero di quattro ore. Con loro anche i segretari generali provinciali Maurizio Attanasio (Cisl) e Giovanni Musumeci (Ugl) in rappresentanza delle sigle confederali.

I segretari provinciali di federazione Grasso (Filt Cgil), Torrisi (Fit Cisl), Bonaventura (Uiltrasporti), Scannella (Ugl) e Moschella (Faisa Cisal) sottolineano la compattezza del fronte sindacale e dei lavoratori del settore davanti al momento difficile che stanno vivendo, assieme all’azienda e alla città, a causa delle gravi condizioni finanziarie. Ma nello stesso tempo stigmatizzano ulteriormente "il silenzio dell’amministrazione comunale che, anche oggi, non ha avuto la sensibilità di dare un cenno concreto del proprio interesse ai disagi che stanno soffrendo i lavoratori dell’Amt".

"Tutto il personale di Amt Catania spa è preoccupato – affermano – per il presente e per il futuro di un’azienda che allo stato sembra priva di una reale direzione da seguire, in balia degli eventi e, soprattutto, distante dai reali interessi della sua proprietà ovvero del Comune di Catania. Ribadiamo con forza l’obbligo e il dovere esistente in capo al Comune di dire con chiarezza quale strategia, quale politica e quali azioni intende mettere in campo a tutela del trasporto pubblico locale nella Città di Catania considerati i possibili tagli di risorse imposti al settore dal governo regionale e in previsione dell’apertura dei mercati del trasporto pubblico locale». «La nostra protesta si sta mantenendo sui binari della legalità – dicono Attanasio, Musumeci, Grasso, Torrisi, Bonaventura, Scannella e Moschella – ma sono tantissimi ormai i lavoratori esasperati che vedono i bilanci delle proprie famiglie messi in pesante difficoltà. È tempo che l’amministrazione comunale si confronti seriamente con i rappresentanti dei lavoratori per un piano industriale e organizzativo di riequilibrio dell’azienda, soprattutto in ragione delle dichiarazione fatte sui prossimi tagli che saranno applicati".

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"Al sindaco Pogliese, in particolare – concludono Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Ugl e Faisa Cisal - non chiediamo di sbloccare ad AMT all’ultimo momento le risorse, fra l’altro dovute, per pagare stipendi e impegni improrogabili ma di garantire il rispetto del contratto di servizio esistente la possibilità di programmazione dell’azione industriale e, oggi più che mai, di confrontarsi nell’interesse dell’azienda, dei lavoratori e della Città". Le organizzazioni sindacali confermano lo sciopero dell’8 marzo 2019, sempre di 4 ore, per poi passare a una prossima protesta più articolata di 8 ore con corteo in via Etnea.

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