"Mazzette" per la manutenzione delle strade, arrestati tre dipendenti dell' Anas

Nel corso delle perquisizioni effettuate dai finanzieri nella sede Anas di Catania e i domicili degli arrestati sono stati trovati e sequestrati contanti per 25 mila euro circa, denaro, secondo la procura, "direttamente riconducibile alle più recenti dazioni corruttrici"

I militari del comando provinciale della guardia di fnanza di Catania hanno arrestato tre dipendenti dell’Anas Spa (Area Compartimentale di Catania) con l'accusa di corruzione. I provvedimenti s’inseriscono in una più ampia indagine coordinata dalla Procura etnea, delegata al nucleo di polizia economico-finanziaria della guardia di finanza di Catania, finalizzata a dimostrare l’esistenza all’interno dell'Ente di circuiti corruttivi che vedono coinvolti funzionari responsabili della manutenzione programmata di strade e raccordi della Sicilia Orientale e imprenditori compiacenti.

Operazione "Buche d'oro", dipendenti Anas incastrati dalle microspie | Video

Gli arresti delle fiamme gialle si inseriscono in una più ampia indagine orientata a disvelare l’esistenza di "rodati circuiti corruttivi all’interno dell’Anas di Catania", si legge nella nota della Procura etnea, che vedono coinvolti "funzionari responsabili della manutenzione programmata di strade e raccordi della Sicilia Orientale e imprenditori compiacenti".

Oggetto dell'investigazione è "individuare gli appalti pubblici oggetto di dazioni di denaro in contanti operate da imprese affidatarie corruttrici, le quali eseguendo le opere assegnate loro senza rispettare i capitolati tecnici traevano un profitto criminale (anche fino al 20% del valore dei lavori appaltati) condividendolo con i funzionari corrotti dell’Anas preposti ai controlli di sicurezza della fase esecutiva e al corretto stato di avanzamento dei lavori (S.A.L.)", si legge ancora. Proprio il rilascio dell’illecita certificazione del S.A.L., secondo quanto ricostruito, avrebbe determinato le dazioni di denaro dell’imprenditore corrotto a favore del sodalizio di funzionari Anas competenti per la vigilanza sull’arteria interessata dai lavori pubblici.

Sono stati arrestati e portati in carcere:

- il geometra Riccardo Carmelo Contino, 51 anni, capo Centro manutenzione D dell'Anas - Area tecnica compartimentale di Catania, con competente alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle seguenti arterie stradali: SS 114 Orientale Sicula (da Km. 54,400 a Km. 154,550), SS114dir, A18dir (diramazione San Gregorio-Catania), RA 15 (Raccordo Autostradale di Catania), A01 (Autostrada Catania-Siracusa), SS 194 (Ragusana), SS 193 di Augusta (SR); Contino ha anche ricoperto l’incarico di direttore dei lavori relativamente ai 'lavori di risanamento della sovrastruttura stradale dal Km. 108+750 al Km. 122+00';

- il geometra Giuseppe Panzica, 48 anni, capo Nucleo B del Centro di manutenzione D dell’Area tecnica compartimentale di Anas Catania, competente alla manutenzione ordinaria e straordinaria delle seguenti arterie stradali: SS 114 Orientale Sicula (da Km. 130,00 a Km. 154,550), A01 (Autostrada Catania-Siracusa), SS 193 di Augusta (Siracusa); Panzica ha ricoperto l’incarico di collaboratore nella Direzione dei Lavori relativamente ai 'lavori di risanamento della sovrastruttura stradale presso SS 114 (Orientale Sicula) da Km. 130,00 al Km. 154,66'.

Rimane agli arresti domiciliari l'ingegnere Giuseppe Romano, 48 anni, responsabile Manutenzione programmata dell’Area tecnica compartimentale di Anas Catania, R.U.P. dei lavori pubblici oggetto d’indagine, il quale, riferisce la procura, ha reso un’ampia confessione disvelando la rete corruttiva nella quale erano coinvolti anche altri funzionari dell’Anas e numerosi imprenditori.

Ad di Anas: "Comportamenti inaccettabili"

Nel corso delle perquisizioni effettuate dai finanzieri nella sede Anas di Catania e i domicili degli arrestati sono stati trovati e sequestrati contanti per 25mila euro circa, denaro, secondo la procura, "direttamente riconducibile alle più recenti dazioni corruttrici".

Le indagini, sviluppate anche attraverso intercettazioni ambientali e accertamenti bancari, hanno fatto registrare, il 17 agosto, un "eclatante fatto di corruzione perpetratosi negli uffici dell’Anas di Catania dove un imprenditore nisseno consegnava al geometra Panzica, nell’ufficio di Contino, una busta contenente 10mila euro in contanti oggetto di successiva frenetica ripartizione tra i 3 arrestati", illustra la procura. Le relazioni tra i pubblici ufficiali, dipendenti Anas e le imprese affidatarie dei lavori (anche in subappalto) stando all'accusa appaiono "confidenziali e compiacenti, in aperto dispregio dei rilevanti interessi pubblici in gioco consistenti, nel caso specifico, nella perfetta realizzazione delle opere di manutenzione dei tratti stradali, la cui sicurezza è affidata alla loro responsabilità".

In una conversazione intercettata poco prima degli arresti, l’imprenditore corruttore, dialogando con Panzica, "dopo avergli palesato crescenti difficoltà nel reperire agevolmente denaro contante anche per l’esistenza di controlli anti-riciclaggio sui prelievi ingiustificati, chiedeva al Geometra corrotto dove depositare la "mazzetta".

Il corruttore, sotto lo sguardo attento di Panzica, si alzava e poneva in un armadietto dell’ufficio di Contino, in una busta di carta bianca, 10 mila euro in contanti. Qualche minuto dopo, rimasti da soli, Panzica e Contino, chiusa la porta a chiave, in maniera disinvolta, procedevano al conteggio dell’illecito profitto e, stabilita la ripartizione del bottino in tre parti, inserivano in una cartellina la quota spettante all’ingegnere Romano. Quest’ultimo, poco dopo, entrato nell’ufficio di Contino, intascava le sue 'spettanze' corruttive, inserendo la cartellina 'incriminata' nella sua valigetta e velocemente lasciava la sede dell’Anas"

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Il blitz delle fiamme gialle etnee ha permesso di trovare il denaro contante oggetto, secondo gli investigatori, del patto corruttivo: 3.300 euro nell’ufficio di Contino e 3.700 euro nell’ufficio di Panzica. L'ingegnere Romano, nel frattempo allontanatosi dalla sede dell’Anas, saputo dell’intervento in corso, prima di rientrare nel suo ufficio, come da suo racconto, dalla macchina in movimento, in via Nuovalucello (Catania), lanciava dal finestrino il denaro contante (3mila euro) appena consegnatogli da Contino. Nell’abitazione dell’ingegnere Romano, inoltre, sono stati trovati 18.200 euro in contanti "relativi a ulteriori tangenti intascate dal sodalizio criminale con il collaudato sistema - conclude la procura -. La brillante operazione interrompeva così il perpetrarsi di ulteriori azioni criminali tese a lucrare, una volta aggiudicata la commessa, sulla fraudolenta esecuzione dei lavori appaltati per la manutenzione delle strade siciliane". 

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