Anci Sicilia chiede alla Regione programmazione integrata su prestazioni socio-sanitarie

Politiche di programmazione integrata in tema di prestazioni socio-sanitarie e riabilitative, tra assessorati regionali alla Salute e alla Famiglia e i Comuni, nel pieno rispetto del Patto alla Salute 2014-2016. Questa in sintesi la richiesta venuta dalla riunione di Anci Sicilia

Politiche di programmazione integrata in tema di prestazioni socio-sanitarie e riabilitative, tra assessorati regionali alla Salute e alla Famiglia e i Comuni, nel pieno rispetto del Patto alla Salute 2014-2016.  Questa in sintesi la richiesta venuta dalla riunione di Anci Sicilia, presieduta da Leoluca Orlando e voluta dal sindaco di Catania Enzo Bianco. Un invito forte rivolto alla Regione dall'aula consiliare di Palazzo degli Elefanti, dove sindaci e rappresentanti dei comuni di tutta l'Isola si sono riuniti per sostenere l'allarme lanciato in primis dall'assessore catanese al Welfare Fiorentino Trojano. Erano presenti, fra gli altri, la presidente del consiglio comunale Francesca Raciti, il direttore di Anci Sicilia Mario Emanuele Alvano, l'assessore delegato del Comune di Palermo Agnese Ciulla.

"In tema di spending review - ha detto Bianco, dopo aver dato il benvenuto ai numerosi sindaci e delegati Anci - le amministrazioni centrali e regionali continuano a scaricare i tagli lineari sulle amministrazioni periferiche. Così anche i recenti decreti assessoriali sulla compartecipazione dei comuni ai costi delle prestazioni socio-sanitarie e riabilitative, rischiano di riportare molte amministrazioni in condizioni quasi da dissesto oltre che di compromettere l'erogazione dei servizi alla comunità. E' necessario programmare tutti insieme un intervento, se è il caso anche drastico, perché non è accettabile che a pagare il contenimemnto della spesa siano ancora i cittadini e quanti hanno più bisogno di attenzione e cure".

"C'è piena sintonia tra l'Anci e l'iniziativa di Catania - ha sottolineato il presidente Orlando, che ha ringraziato il sindaco Bianco e la presidente Raciti per l'accoglienza -. La Regione sta agendo in violazione dell'articolo 6 del Patto alla salute, che prevede il coinvolgimento dei Comuni di residenza nella programmazione e nell'individuazione delle risorse in tema di prestazioni socio-sanitarie. Non possiamo accettare un centralismo che rafforzi l'immagine che si ha dei comuni come la causa del malessere dei cittadini".

Fra i decreti assessoriali oggetto di allarme, quelli del 25 gennaio 2013, del 2 settembre 2013, del 5 marzo 2014 e del 17 marzo 2014 che riguardano la compartecipazione dei comuni ai costi delle prestazioni socio-sanitarie e riabilitative per pazienti con gravi disagi psichici.

"A partire dal gennaio 2013- ha spiegato l'assessore Trojano - il contributo dei Comuni alla spesa sociosanitaria è passato da zero ad un esborso tra il 30 e il 50 per cento. Il decreto del 5 marzo 2014, su organizzazione e operatività delle Comunità terapeutiche assistite (CTA) ha previsto per esempio una compartecipazione alla spesa da parte dei Comuni pari a 33 euro al giorno e nessuna copertura finanziaria in caso di dimissioni, questo comporta che il costo per il solo comune di Catania rappresentato da 181 pazienti, nel caso di permanenza nelle CTA , sia di 2.276.505 euro annui e nella previsione di dimissione di oltre 4 milioni di euro".
"Chiederemo con urgenza un incontro con la Regione" - ha concluso Orlando, nel dare lettura del documento elaborato nel corso della seduta di Palazzo degli Elefanti, che stabilisce 3 punti d'azione:
"Definire con urgenza i trasferimenti che a livello regionale devono essere operati per coprire queste nuove spese che i Comuni devono effettuare relativamente ai decreti dell'Assessorato della Salute; convocare un tavolo di concertazione tra Assessorato della Salute, Assessorato della Famiglia e Anci Sicilia per la programmazione prevista dal Patto alla Salute; definire le modalità con cui i decreti dell'Assessorato della Salute che prevedano spostamenti di spesa sui Comuni abbiano la contestuale firma e copertura da parte dell'Assessorato della Famiglia nel rispetto di quanto dice il Patto per la Salute che prevede l'erogazione congiunta degli interventi nei limiti delle risorse programmate per Ssr e per il Sistema dei servizi sociali per le rispettive competenze".  

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